La corsa dell’intelligenza artificiale (AI) ridisegna la classifica dei marchi globali di maggior valore. Nello studio Brand Finance Global 500 2026, presentato oggi a Davos in occasione del World Economic Forum, il protagonista assoluto è Nvidia, che raddoppia il proprio valore di trademark (+110%) raggiungendo 184,3 miliardi di dollari e superando colossi come Facebook, Samsung, Walmart e TikTok.
Un risultato sorprendente, se si considera che Nvidia opera prevalentemente in ambito B2B. Eppure, secondo le analisi di Brand Finance, l’azienda è oggi uno dei brand tech più amati negli Stati Uniti, con una reputazione superiore a quella di Apple, Intel, Microsoft e Dell. Una crescita che conferma l’impatto strategico degli asset intangibili, che per Nvidia rappresentano il 98% del valore di impresa.
I brand tech crescono con l’AI, frena l’automotive
Complessivamente, Apple e le altre Big Tech continuano a dominare la classifica, con il settore tech & media che registra le maggiori crescite anno su anno, superato solo dall’aerospazio & difesa. Tra i marchi in forte espansione figurano anche Oracle, Tsmc, Sap, Cisco e Amd, tutti collegati in modo diretto o indiretto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Al contrario, il settore automotive è tra i più penalizzati, trascinato verso il basso dal crollo di Tesla, che registra la peggior perdita assoluta e percentuale del ranking 2026.
Il trademark Tesla perde il 36% del proprio valore, equivalente a oltre 15 miliardi di dollari, scivolando al 70° posto della classifica, con una caduta di 39 posizioni. Un calo attribuito da Brand Finance a due fattori principali: da un lato, il peggioramento delle prospettive di vendita; dall’altro, il crollo della reputazione del brand, in particolare nei mercati europei, dove indicatori chiave come fiducia, appeal e reputazione sono in netto calo.
Come evidenziato da Massimo Pizzo di Brand Finance, il declino è legato anche all’immagine sempre più impopolare di Elon Musk e alla crescita dei concorrenti, in particolare Byd, che aumenta il valore del proprio marchio del 23% rispetto all’anno precedente.
Il report conferma una tendenza ormai strutturale nei mercati finanziari: la centralità degli asset intangibili – come brand, reputazione, know-how – nella valutazione delle imprese.
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