L’intelligenza artificiale ha già cambiato il marketing. A dirlo è l’82% dei professionisti del settore in Italia, secondo una nuova ricerca condotta da LinkedIn su 500 marketer B2B. In un contesto dove la velocità è tutto, chi saprà coniugare tecnologia e creatività umana guiderà i brand del futuro. Non è solo questione di strumenti, ma di costruire fiducia in modo autentico e rilevante.
Il 74% degli intervistati è convinto che l’AI offrirà nuove opportunità anche ai brand più piccoli, aprendo spazi fino a ieri difficilmente accessibili. Ma in un mondo già saturo di contenuti, sarà la qualità delle conversazioni – e la loro autenticità – a fare la differenza.
IA e creatività: una nuova leadership per il marketing
Secondo i marketer italiani, l’AI consente di creare più contenuti in meno tempo (82%) e può generare impatti concreti su share of voice(70%) e ricavi (68%). Ma c’è un rovescio della medaglia: il 74% avverte che la tecnologia sta alzando le aspettative, imponendo ai team di fare “di più con meno”, mentre il 70%sottolinea l’urgenza di investire in upskilling strutturato per restare al passo.
Oggi la costruzione di campagne efficaci richiede un nuovo equilibrio tra visione, voce e velocità. L’AI accelera il ciclo creativo, ma impone una maggiore autenticità e credibilità. Solo chi saprà integrare l’intelligenza emotiva con quella artificiale riuscirà a distinguersi.
Non basta inseguire i trend, bisogna crearli
Il vero nodo, oggi, è la rilevanza culturale. Il 65% dei professionisti ritiene che la lentezza decisionale comprometta la capacità dei brand di inserirsi nei trend mentre accadono. Ma non è solo una questione di tempismo. Il 79% sottolinea che i contenuti più impattanti non sono quelli “preconfezionati”, ma quelli che attivano conversazioni reali con il pubblico.
Non è sufficiente essere reattivi: l’80% afferma che i migliori brand sono quelli che guidano i trend, partendo da ciò che le persone dicono, sentono e condividono. L’intelligenza artificiale moltiplica i contenuti, ma per l’81% degli intervistati oggi è fondamentale costruire fiducia, non solo visibilità.
Credibilità e community: la nuova chiave della fiducia
In questo scenario, chi rappresenta il brand fa la differenza. Per il 78% dei marketer, i brand devono oggi affidarsi a realtà credibili per guadagnare la fiducia, soprattutto dei buyer più giovani. Una tendenza che si riflette negli investimenti: il 77% dichiara di puntare sempre più su contenuti community-driven, coinvolgendo voci interne, esperti e stakeholder.
Le voci più efficaci per generare fiducia e engagement? In testa ci sono clienti e partner (53%), seguiti da creator e influencer (42%) e leader di settore indipendenti (42%).
Anche i formati contano. I video brevi sono ritenuti il contenuto più efficace dal 55% dei professionisti, davanti a contenuti sponsorizzati (42%), case study e testimonianze (35%) e banner statici (28%).
Il marketing del futuro sarà più veloce, più tecnologico e più competitivo. Ma anche più esigente in termini di autenticità. Per l’80% dei professionisti italiani, saranno ancora le voci autentiche a fare la differenza in un mondo di contenuti generati in serie.
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Illustrazione generata con intelligenza artificiale tramite ChatGpt/Dall·E (OpenAI)




