A poco meno di sei mesi dall’annuncio ufficiale, la Commissione europea ha approvato l’acquisizione di Versace da parte del gruppo Prada, rilevando che l’operazione non comporta criticità dal punto di vista della concorrenza, vista la posizione contenuta che le due aziende occupano nei rispettivi mercati.
L’operazione, del valore di 1,25 miliardi di euro, era stata annunciata lo scorso 10 aprile, dopo settimane di trattative tra Prada e Capri Holdings, la società americana che controllava Gi.Vi Holding, titolare del marchio Versace. L’accordo è stato esaminato nell’ambito della procedura semplificata di riesame delle concentrazioni, che si applica nei casi in cui il rischio di alterazione della concorrenza sia considerato basso.
I numeri del gruppo Prada e l’impatto dell’operazione
Il gruppo Prada, che include anche i marchi Miu Miu, Church’s e Car Shoe, ha chiuso il primo semestre dell’anno con ricavi in crescita del 9% a 2,74 miliardi di euro e un utile netto di 386 milioni. Nonostante il rallentamento generale del settore, il gruppo fondato da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada si conferma tra i pochi a registrare una crescita insieme a Brunello Cucinelli ed Hermès.
Con l’ingresso di Versace, il gruppo Prada raggiungerebbe un fatturato complessivo inferiore ai 5,5 miliardi di euro, ancora molto lontano dai giganti del lusso europeo. Basti pensare che nel primo semestre Kering ha registrato 7,6 miliardi di euro (-46% sullo stesso periodo del 2024), mentre Lvmh ha superato i 39,8 miliardi (-4%).
Per Versace un nuovo corso creativo
Se l’operazione non ha sollevato perplessità tra le autorità Antitrust, è anche perché Versace ha chiuso il suo ultimo esercizio fiscale (terminato il 29 marzo) con ricavi in calo a 821 milioni di dollari, circa 700 milioni di euro, in discesa rispetto agli 1.030 milioni dell’anno precedente e agli 1.106 milioni del 2022-2023.
Nel frattempo, la maison ha già avviato un nuovo corso stilistico: pochi giorni fa a Milano è stata presentata la prima collezione firmata da Dario Vitale, nominato direttore creativo il 13 marzo. Vitale proviene proprio dall’interno del gruppo Prada, dove ha lavorato per anni nell’ufficio stile di Miu Miu. La collezione ha attirato l’attenzione del settore, ricevendo più apprezzamenti che critiche. Ma c’è già chi scommette che con la finalizzazione dell’acquisizione, prevista nella seconda metà del 2025, altri cambiamenti arriveranno.
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Una recente sfilata di Prada a Milano per la collezione Primavera-Estate 2026© Photo by Daniele Venturelli/WireImage




