Esordio da ricordare per Verisure alla Borsa di Stoccolma. Le azioni del gruppo attivo nei sistemi di sicurezza sono balzate oltre il 25% nel primo giorno di contrattazioni, chiudendo la seduta a 16 euro per azione, con un rialzo del 20,75% rispetto al prezzo di offerta di 13,25 euro.
L’offerta pubblica iniziale (Ipo) ha permesso alla società di raccogliere 3,1 miliardi di euro tramite emissione di nuove azioni, a cui si sommano circa 55 milioni di euro derivanti dalla vendita di azioni esistenti da parte di alcuni azionisti. Se verrà esercitata integralmente l’opzione di over-allotment, i proventi lordi totali potrebbero raggiungere circa 3,6 miliardi di euro, portando in circolo fino a 271 milioni di azioni, pari al 26,2% del capitale della società.
La capitalizzazione di mercato di Verisure dopo l’Ipo si attesta a 13,7 miliardi di euro, il che rende l’operazione la più grande Ipo in Svezia dal 2000 e la principale in Europa dal 2022.
Per Verisure 60 mila nuovi azionisti
Secondo quanto comunicato dall’azienda, oltre 60 mila nuovi azionisti hanno partecipato all’Ipo di Verisure. Il collocamento ha attirato forte interesse sia da parte del pubblico svedese sia da investitori istituzionali internazionali.
L’amministratore delegato Austin Lally ha messo l’accento sulle prospettive future del gruppo: “Diventare una società quotata ci permetterà di costruire ulteriormente il nostro successo. Abbiamo davanti a noi una forte traiettoria di crescita e sono entusiasta di guidare l’azienda in questo nuovo capitolo”.
I proventi dell’Ipo saranno destinati anche a ridurre il debito e a finanziare l’acquisizione di Adt Messico da Johnson Control, operazione annunciata a giugno.
Un ritorno in Borsa
Fondata nel 1988 in Svezia e oggi con sede in Svizzera, Verisure sviluppa e gestisce sistemi di sicurezza monitorati per case e piccole imprese in Europa e America Latina. L’azienda offre prodotti come telecamere, sensori d’urto, rilevatori e serrature intelligenti. Nel 2024, Verisure ha registrato ricavi per 3,4 miliardi di euro e un Ebit rettificato in crescita del 24%, pari a 819 milioni.
La Ipo rappresenta anche un ritorno sui mercati azionari per l’azienda, un tempo nota come Securitas Direct, che in passato è passata attraverso Eqtab, Bain Capital e Hellman & Friedman, quest’ultima attualmente azionista di maggioranza.
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