Unicredit, utili record. Il Ceo Orcel chiude su Mps

Piazza Gae Aulenti archivia il miglior semestre della sua storia, mentre il dossier Commerzbank entra nella fase del dialogo

Unicredit, utili record. Il ceo Orcel chiude su MpsIl Ceo di UniCredit, Andrea Orcel

Unicredit chiude il miglior primo semestre della sua storia e alza le stime per il 2026. La banca guidata da Andrea Orcel ha archiviato i primi sei mesi con un utile netto superiore ai 6 miliardi di euro, mentre il secondo trimestre si è chiuso a 2,9 miliardi.

Il mercato ha però reagito con freddezza: a Piazza Affari il titolo ha perso il 4,8%, anche per le incertezze legate al buyback e ai tempi del consolidamento di Commerzbank. La banca ha indicato per il 2026 un utile atteso a 11,5 miliardi, con l’ambizione di restare ben sopra quota 11 miliardi.

Unicredit: no a Mps, si guarda a Commerzbank

Sul risiko bancario italiano, Orcel ha preso tempo. Unicredit si definisce “osservatore” e il Ceo ha escluso trattative con Delfin sulla quota in Mps. Quanto alla partecipazione in Generali, il Gruppo la considera un investimento finanziario da valutare in base all’evoluzione dello scenario.

Il fronte più avanzato resta invece quello tedesco. Dopo la chiusura dell’Ops, Unicredit è arrivata a circa il 47,6% di Commerzbank e attende le autorizzazioni delle authority, previste entro fine anno. Orcel ha definito questa fase un momento utile per avviare un confronto con governo tedesco, sindacati e management.

Dopo la pubblicazione dei risultati di Commerzbank del 6 agosto potrebbe esserci un confronto tra Orcel e la Ceo della banca tedesca, Bettina Orlopp. L’obiettivo è chiarire i malintesi e trovare un accordo nell’interesse di entrambe le parti.

L’integrazione non sarebbe comunque immediata. Per allineare le strutture di Commerzbank e della controllata tedesca Hvb servirebbero due o tre anni. Intanto Unicredit punta sulla crescita organica: secondo Orcel, in quattro o cinque anni la banca potrebbe conquistare metà della quota di mercato che otterrebbe acquisendo un istituto italiano di medie dimensioni, ma “a costo zero”. In parallelo, il gruppo ha convocato per il 21 settembre un’assemblea straordinaria su statuto, strumenti in dollari e deleghe al capitale.

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