Unicredit ha annunciato di aver raggiunto l’obiettivo fissato all’avvio dell’offerta pubblica di scambio su Commerzbank, superando la soglia del 30% e rafforzando in modo significativo la propria posizione nel capitale della banca tedesca. La partecipazione complessiva, considerando azioni e strumenti derivati, arriva infatti a superare il 50% del capitale.
Secondo i dati comunicati dall’istituto, la posizione aggregata ammonta a circa 43,2%, composta da una partecipazione diretta del 26,8%, da un 3,2% detenuto tramite strumenti con opzione di regolamento fisico e da un 13,2% tramite strumenti regolati per cassa. A questa quota si aggiunge il 7,58% di azioni conferite nell’Ops, portando l’esposizione potenziale oltre la soglia del 50%.
Nella propria valutazione prudenziale, la banca considera rilevanti la partecipazione diretta, le adesioni all’offerta e gli strumenti con regolamento fisico. In questo scenario i diritti di voto si attestano tra il 34,4% e il 37,6%, comunque oltre il livello che il Gruppo si era prefissato di raggiungere con l’operazione.
L’incremento delle adesioni rappresenta uno dei principali elementi di accelerazione dell’operazione. Le azioni conferite all’offerta sono salite al 7,6% del capitale, rispetto ai livelli precedentemente comunicati, consentendo a Unicredit di consolidare ulteriormente la propria presenza nell’istituto tedesco.
Le prossime settimane dell’Ops
L’offerta pubblica di scambio resta aperta e gli investitori hanno ancora tempo per valutare l’adesione. La scadenza naturale dell’operazione è fissata al 16 giugno, con la possibilità di un periodo supplementare che estende la finestra fino ai primi giorni di luglio.
Unicredit ha spiegato che gli strumenti regolati per cassa garantiscono maggiore flessibilità strategica, consentendo di modulare il livello finale della partecipazione in funzione degli interessi degli azionisti. La banca sottolinea inoltre il potenziale valore che potrebbe derivare da una possibile integrazione tra i due gruppi.
Nel frattempo prosegue il confronto con il fronte tedesco. L’operazione ha incontrato sin dall’inizio la contrarietà del management di Commerzbank e del governo federale, mentre il dibattito sul consolidamento bancario europeo resta aperto.
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