Il piano di uscita di UniCredit dalla Russia è ancora in corso, ma la direzione è tracciata. Il gruppo punta a “praticamente eliminare” la sua presenza nel Paese entro il 2026, come confermato dall’amministratore delegato Andrea Orcel in un’intervista al Financial Times. Il processo, ha sottolineato, è rallentato da ostacoli normativi e legali imposti da Mosca, ma resta una priorità strategica sotto la pressione della Banca centrale europea, che chiede un disimpegno più rapido.
Con le acquisizioni su Banco Bpm e Commerzbank bloccate o rinviate, UniCredit ha cambiato marcia. Orcel ha dichiarato che la banca è ora concentrata esclusivamente sulla crescita redditizia e sulla remunerazione degli azionisti. L’obiettivo per il 2025 è distribuire almeno 9,5 miliardi di euro tra dividendi e buyback, sfruttando un capitale in eccesso compreso tra 10 e 11,5 miliardi.
Il Ceo non esclude nuove offerte in futuro, ma al momento evita le distrazioni legate a operazioni straordinarie: “Per ora siamo focalizzati sul battere i concorrenti sulla crescita dei profitti”, ha detto al quotidiano britannico, ammettendo che negli ultimi mesi è stato difficile mantenere il management orientato agli obiettivi a causa delle tensioni legate alle mancate operazioni.
Il nodo politico e la sfida tedesca
Orcel riconosce di aver sottovalutato la dimensione politica dell’Ops su Banco Bpm, respinta dal governo Meloni tramite l’attivazione del Golden Power. Se la Commissione europea, nella decisione attesa per il 13 novembre, ne chiederà la revoca, si riaprirebbe il dossier. Ma l’a.d., accusato da alcuni banchieri di eccessiva arroganza, ha ammesso: “Non ci aspettavamo un’opposizione politica così forte, né il modo in cui il Golden Power è stato applicato”.
Anche in Germania l’operazione su Commerzbank è in fase di stallo. UniCredit ha acquisito una partecipazione del 29%, ma la crescita del valore di mercato della banca e l’opposizione del governo tedesco ne rendono improbabile un’offerta prima del 2027. Secondo il Financial Times, è in corso una riflessione interna sulla possibilità di proseguire o disimpegnarsi.
Verso un nuovo modello di business
Con poche opzioni disponibili sul fronte delle acquisizioni retail, Orcel guarda ora a nuove aree: private banking, asset management e tecnologia. UniCredit, che oggi distribuisce i prodotti di Amundi fino al 2027, potrebbe non rinnovare l’accordo, costruendo internamente nuove competenze. L’obiettivo per il Gruppo, il cui titolo dall’insediamento dell’attuale Ceo, nel 2021, ha guadagnato il 650%, è aumentare la quota di ricavi da commissioni.
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