Unicredit spegne le indiscrezioni su un possibile ritorno su Banco Bpm, ma non esclude operazioni più mirate nel consolidamento del sistema bancario italiano. Piazza Gae Aulenti definisce «infondate» le ricostruzioni su un presunto interesse per l’istituto guidato da Giuseppe Castagna e si qualifica come «osservatore» del risiko. La banca potrebbe però valutare filiali o specifici attivi messi sul mercato dalle banche coinvolte in operazioni di fusione e acquisizione.
La precisazione arriva dopo le indiscrezioni su una possibile mossa congiunta con Crédit Agricole, che possiede il 29,3% di Banco Bpm. Secondo un articolo del quotidiano La Stampa pubblicato sabato 26 settembre, l’attenzione di Unicredit potrebbe rivolgersi soprattutto agli asset che eventuali aggregazioni dovessero liberare per ragioni Antitrust.
Banco Bpm resta al centro del risiko bancario
Banco Bpm continua intanto a muoversi sotto i vincoli della passivity rule dopo l’offerta lanciata da Mps. Castagna ha ribadito che l’operazione è «non a premio anzi a sconto» e che, nelle condizioni attuali, impedisce alla banca di compiere proprie mosse. L’amministratore delegato rivendica comunque per il gruppo «un futuro importante stand alone o con i partner che, insieme ai nostri soci, riterremo opportuno scegliere».
Tra gli scenari resta quello di un avvicinamento a Crédit Agricole Italia. Il quotidiano la Repubblica ha indicato una fusione con le attività italiane del Gruppo francese come l’opzione preferita dal management d’Oltralpe. Banco Bpm continua intanto a presentarsi al mercato con numeri che ne sostengono l’attrattività: secondo Castagna, negli ultimi cinque anni il valore della banca è aumentato del 1.500%. La capitalizzazione è arrivata a quasi 25 miliardi di euro.
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