Mancano poche ore alla chiusura della fase supplementare dell’Ops di UniCredit su Commerzbank, in programma domani a mezzanotte. I risultati definitivi saranno diffusi l’8 luglio, ma la banca di piazza Gae Aulenti è ormai vicina a raggiungere una posizione che le consentirebbe di controllare l’assemblea straordinaria dell’istituto tedesco.
Nella prima fase dell’offerta le adesioni hanno raggiunto il 12,51%. Sommate alle partecipazioni già detenute e ai derivati in essere, portano la quota complessiva in mano a UniCredit al 42,5%, avvicinando il gruppo al controllo dell’assemblea straordinaria di Commerzbank.
Cosa cambia dopo l’Ops
Il rafforzamento della partecipazione permetterebbe a UniCredit di esprimere 10 componenti su 20 del Supervisory Board, compreso il presidente, che dispone del voto doppio. L’esito sarebbe quello di incidere anche sulla scelta del management della banca tedesca.
Questo scenario renderebbe più agevole l’attuazione della strategia Unlocked su Commerzbank, condividendo i costi della ristrutturazione con gli azionisti di minoranza e con possibili effetti sulla remunerazione.
Per completare l’operazione sarà necessario attendere il via libera della Bce al superamento della soglia del 30%, un iter che potrebbe richiedere tra tre e sei mesi. Fino a quel momento UniCredit non potrà acquistare ulteriori azioni della banca tedesca. Una volta ottenuta l’autorizzazione dell’Eurotower, potrà invece tornare ad acquistare titoli sul mercato senza obblighi nei confronti degli altri azionisti.
Diverso il caso di nuovi total return swap o di acquisti bilaterali effettuati entro dodici mesi dall’offerta a un prezzo superiore, circostanza che farebbe scattare la compensazione in denaro per chi ha aderito. Trascorso quel termine, sarebbe invece possibile una nuova offerta senza particolari vincoli.
Il peso dei derivati
Come riportato dal quotidiano la Repubblica, le adesioni finali all’offerta potrebbero salire fino a circa il 15%. In questo caso, insieme alla partecipazione già detenuta e ai derivati swap con diritti di voto, UniCredit arriverebbe a detenere una quota vicina al 45% del capitale, rafforzando ulteriormente la propria posizione in vista del rinnovo degli organi di governance.
L’utilizzo dei derivati rappresenta uno degli aspetti centrali dell’operazione. Commerzbank ha chiesto alla Bafin di verificare eventuali manipolazioni del mercato, un’ipotesi respinta da UniCredit. Sul fronte del mercato resta infine il tema della liquidità del titolo, che potrebbe ridursi se il governo tedesco e gli investitori retail decidessero di mantenere inalterate le rispettive partecipazioni.
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