Si apre un nuovo capitolo nella partita tra UniCredit e Commerzbank, con un cambio di tono rispetto alla chiusura netta dei giorni precedenti. Dopo il rifiuto iniziale, da Francoforte arriva infatti un’apertura condizionata: il dialogo è possibile, ma solo a fronte di una proposta concreta e strutturata.
La posizione della banca tedesca resta prudente e difensiva, ma il passaggio da una chiusura totale a uno spiraglio segna un’evoluzione nella trattativa.
L’apertura, ma con condizioni
Il punto chiave resta uno: per avviare un confronto serve una proposta formale. Come emerge dalle dichiarazioni della Ceo Bettina Orlopp (in foto), la disponibilità a discutere esiste, ma “non c’è ancora una bozza di base”. Una linea ribadita anche dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di scambio lanciata dal gruppo guidato da Andrea Orcel.
Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, la banca tedesca è pronta a sedersi al tavolo solo davanti a numeri precisi, struttura dell’operazione e un premio adeguato per gli azionisti. Un elemento tutt’altro che secondario, visto che l’offerta attuale incorpora un premio di circa il 4%, ritenuto insufficiente.
Il nodo del prezzo e la strategia tedesca
Il tema del valore è centrale. Commerzbank considera l’offerta di UniCredit troppo bassa, pari a circa 30,8 euro per azione rispetto a un target interno indicato a 37 euro. Una distanza che alimenta le resistenze e rafforza la strategia di autonomia del gruppo tedesco.
Come evidenziato dal Sole 24 Ore, il prezzo dell’Ops riflette i criteri previsti dalla normativa tedesca, che impone di considerare la media dei prezzi di Borsa o il valore massimo pagato nei mesi precedenti. Tuttavia, questo riferimento legale non basta a convincere il management di Francoforte, che continua a sostenere che la banca “vale di più” e può crescere in modo indipendente.
Una trattativa ancora in salita
Nonostante l’apertura, il contesto resta complesso. L’offerta è stata percepita come non concordata e in parte “tattica”, anche perché non punta chiaramente al controllo della banca. Un elemento che, insieme al prezzo, indebolisce la proposta agli occhi dei tedeschi.
Allo stesso tempo, la disponibilità a discutere rappresenta un primo segnale dopo mesi di stallo. Secondo La Stampa, è la prima apertura in circa un anno e mezzo, anche se accompagnata dalla volontà di proseguire lungo una strategia autonoma e da un avvertimento chiaro: eventuali integrazioni sarebbero difficili in un contesto percepito come ostile.
Sul fondo resta il tema più ampio del consolidamento bancario europeo. Le pressioni per creare Gruppi di dimensione continentale aumentano, ma le resistenze politiche e industriali continuano a rallentare le operazioni transfrontaliere.
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La Ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp© Photo by Florian Wiegand/Getty Images




