UniCredit, nel 2025, ha conquistato risultati storici con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, superando nettamente le aspettative del mercato e segnando una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un dato superiore alle stime degli analisti, nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi di euro contabilizzati nell’esercizio per rafforzare la traiettoria di crescita futura.
Il colosso bancario, guidato dall’amministratore delegato Andrea Orcel, ha riportato ricavi netti complessivi per 23,9 miliardi di euro, con un margine di interesse di 13,7 miliardi e proventi da commissioni e assicurativi pari a 8,7 miliardi. Le rettifiche su crediti si sono mantenute contenute a 0,7 miliardi.
Tutti i dettagli che hanno reso il 2025 un anno fortunato per Unicredit
Un altro elemento chiave è il robusto CET1 ratio a 14,7%, che testimonia la solidità patrimoniale della banca e la capacità di sostenere distribuzioni agli azionisti tra le più rilevanti del settore. UniCredit, per il 2025, ha destinato agli azionisti 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 sotto forma di dividendi in contanti.
Le prospettive per l’anno appena iniziato restano molto positive e lungimiranti. La banca prevede ricavi netti superiori ai 25 miliardi di euro, costi in contenimento a 9,4 miliardi e un utile netto stimato in circa 11 miliardi, con un ritorno sull’equity tangibile (RoTE) superiore al 20%. Guardando al 2028, UniCredit stima ricavi netti intorno a 27,5 miliardi, un utile di circa 13 miliardi e una crescita media annua dei ricavi del 5% tra il 2025 e il 2028.
Le intenzioni di Andrea Orcel sono ambiziose
La strategia annunciata punta anche a distribuire complessivamente circa 30 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni, con eventuali ulteriori distribuzioni in funzione del capitale disponibile in eccesso.
Questi risultati si inseriscono in un quadro di performance costante di crescita redditizia. Nei nove mesi del 2025 UniCredit aveva già registrato un utile netto di 8,7 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, consolidando così la sequenza di trimestri positivi e la fiducia degli investitori.
L’azione della banca ha beneficiato del positivo quadro macromercato e della disciplina gestionale, con i titoli che hanno registrato progressi anche sui principali listini europei dopo l’annuncio dei conti migliori del previsto.
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