UniCredit accelera l’uscita dalla Russia: intesa con un fondo degli Emirati

Cessione di parte delle attività di AO Bank a un investitore emiratino. Operazione prevista entro il 2027 senza effetti sugli obiettivi del Gruppo

UniCredit accelera l’uscita dalla Russia: intesa con un fondo degli Emirati© Shutterstock

UniCredit compie un nuovo passo nel progressivo disimpegno dal mercato russo: la banca guidata da Andrea Orcel ha annunciato la firma di un accordo non vincolante per la cessione di una parte delle proprie attività in Russia a un investitore privato con sede negli Emirati Arabi Uniti.

L’operazione riguarda AO Bank, la controllata russa del Gruppo, e si inserisce nel più ampio processo di riduzione dell’esposizione avviato dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Secondo quanto comunicato dall’istituto, l’acquirente è un investitore “consolidato”, con rapporti di lunga data con il sistema istituzionale e imprenditoriale locale, sul quale UniCredit ha effettuato le necessarie verifiche di conformità.

I dettagli sul piano di UniCredit

Il piano prevede uno spin-off di parte delle attività di AO Bank in una nuova entità separata. Al termine dell’operazione, UniCredit manterrà il controllo totale della cosiddetta “New Bank”, mentre l’investitore emiratino deterrà la “Remaining Bank”, cioè la parte residua delle attività cedute. Il perfezionamento dell’accordo è previsto nel primo semestre del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari e alla firma degli accordi definitivi.

Dal punto di vista finanziario, UniCredit stima che la transazione possa comportare un impatto negativo compreso tra 3 e 3,3 miliardi di euro. Tuttavia il Gruppo ha precisato che gli effetti dell’operazione non influenzeranno gli obiettivi di utile netto previsti dal piano industriale “UniCredit Unlimited 2028-2030”, né la politica di distribuzione agli azionisti. Eventuali effetti straordinari saranno infatti esclusi dal calcolo dell’utile distribuibile.

Secondo la banca, la cessione produrrà anche benefici sul fronte patrimoniale, con un miglioramento stimato di circa 35 punti base del capitale regolamentare grazie alla riduzione dell’esposizione residua in Russia.

La presenza di UniCredit in Russia era rimasta negli ultimi anni uno dei temi più delicati per il gruppo, anche alla luce delle pressioni esercitate dalla Bce e dalle autorità europee affinché gli istituti occidentali accelerassero il ritiro dal mercato russo. Andrea Orcel aveva però più volte ribadito la volontà di evitare una vendita penalizzante per gli azionisti.

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