Il beneficio concreto del via libera della Bce al Danish Compromise per UniCredit vale circa 1,6 miliardi di euro di capitale primario liberato. È questa la novità che emerge dalle ricostruzioni successive all’autorizzazione già annunciata dalla banca: i 52 punti base di beneficio sul Cet1 possono tradursi in un margine aggiuntivo per affrontare nuove operazioni straordinarie senza appesantire nella stessa misura i coefficienti patrimoniali.
Il punto assume particolare rilievo sul dossier Commerzbank. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il consolidamento integrale della banca tedesca avrebbe un impatto stimato nell’ordine dei 200 punti base sul capitale di UniCredit. Il beneficio derivante dal Danish Compromise consentirebbe quindi di assorbire almeno in parte quell’effetto e, allo stesso tempo, di conservare maggiore flessibilità per eventuali altre operazioni.
Tra Commerzbank e Generali
Il margine patrimoniale aggiuntivo riaccende l’attenzione anche sui dossier italiani. UniCredit detiene già l’8,8% di Generali, partecipazione oggi classificata come investimento finanziario e quindi esclusa dal beneficio appena autorizzato dalla Bce. Un eventuale aumento della quota non determinerebbe automaticamente l’applicazione del Danish Compromise: servirebbero nuove valutazioni prudenziali sulla natura della partecipazione.
Tra le operazioni che tornano sotto osservazione c’è anche Banco Bpm, Gruppo con una presenza rilevante nella bancassicurazione. Il Danish Compromise riduce infatti l’assorbimento patrimoniale legato alle partecipazioni assicurative e può quindi rendere meno onerose, sotto il profilo del capitale, eventuali operazioni che coinvolgano banche con attività nel settore.
Il via libera della Bce arriva dopo che UniCredit ha portato sotto il proprio controllo diretto le attività Vita in Italia, rilevando le partecipazioni dei partner nelle joint venture assicurative. Con il Danish Compromise, queste attività peseranno meno sul capitale regolamentare, liberando risorse che il Gruppo guidato da Andrea Orcel potrà destinare con maggiore flessibilità alla propria strategia.
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