Ubs, Ermotti verso l’uscita nel 2027: parte la corsa alla successione

Il Ceo potrebbe lasciare in occasione dell’assemblea di aprile 2027. Tra i candidati interni spiccano Ivanovic, Khan, Karofsky e Martin

Ubs, Sergio Ermotti verso l’uscita nel 2027: parte la corsa alla successione© Photo by Tasos Katopodis/Getty Images for Semafor Inc.

Sergio Ermotti si prepara a lasciare la guida di Ubs nella primavera del 2027, al termine dell’integrazione con Credit Suisse e in occasione della consueta assemblea degli azionisti. La notizia arriva dal Financial Times, che riporta l’intenzione dell’attuale amministratore delegato di concludere il proprio mandato ad aprile del prossimo anno, sulla base di quanto riferito da fonti interne alla banca.

Ermotti, 65 anni, è tornato al vertice di Ubs nel 2023, dopo averla già guidata per nove anni, dal 2011 al 2020. Il suo rientro è avvenuto in un momento critico, subito dopo l’acquisizione lampo di Credit Suisse, sostenuta dal governo svizzero per evitare il collasso del secondo istituto di credito del Paese. Il manager ticinese ha assunto la responsabilità di portare a termine l’integrazione, gestendo anche le molteplici eredità regolamentari e legali lasciate dall’ex rivale.

Durante il suo secondo mandato, il valore del titolo Ubs è raddoppiato, nonostante lo scontro aperto con le autorità elvetiche, che puntano ad aumentare i requisiti patrimoniali della banca per circa 24 miliardi di dollari. Ubs ha giudicato questo intervento penalizzante per la sua competitività internazionale.

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Una successione interna già in movimento

La prospettiva dell’uscita di Ermotti ha aperto ufficialmente la partita per la successione. Tra i nomi emersi internamente e riportati dal Financial Times spicca quello di Aleksandar Ivanovic, responsabile dell’asset management, entrato nel board esecutivo nel marzo 2024. A completare la rosa dei candidati ci sono i co-responsabili del wealth management, Iqbal Khan e Robert Karofsky, e la Chief Operating Officer Bea Martin, nominata a ottobre.

L’uscita non è ancora stata formalmente decisa dal Consiglio di amministrazione, e i tempi potrebbero subire aggiustamenti. Tuttavia, fin dal suo rientro, Ermotti aveva dichiarato di voler restare tre-cinque anni, in linea con la scadenza ora ipotizzata. La gestione della successione è affidata al presidente Colm Kelleher, che punta a un ricambio ordinato sul modello di Morgan Stanley, dove aveva operato in precedenza.

Non si esclude un futuro ruolo di Ermotti come presidente del consiglio di amministrazione della banca, una volta concluso il suo mandato operativo.

Nel 2024, Ermotti ha ricevuto una retribuzione complessiva di 14,9 milioni di franchi svizzeri, pari a 18,7 milioni di dollari, che lo ha reso il Ceo bancario più pagato d’Europa.

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