Ubisoft attraversa una delle crisi più difficili della sua storia. Il colosso francese dei videogiochi – noto per franchise come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six – ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con una perdita superiore a 1,2 miliardi di euro, confermando la profonda crisi che sta colpendo il settore gaming tradizionale. Secondo i dati pubblicati dalla società e rilanciati da Repubblica Finanza, l’utile netto non-Ifrs attribuibile agli azionisti è crollato a -1,24 miliardi di euro, contro i -70 milioni dell’anno precedente.
Le Net Bookings, fra gli indicatori più importanti per l’industria videoludica, sono scese del 17%, fermandosi a 1,525 miliardi di euro. Anche il fatturato annuale è diminuito di oltre il 21%, penalizzato da un calendario di uscite meno ricco e dal rinvio di diversi titoli strategici.
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Dietro il peggioramento dei conti di Ubisoft e della sua crisi ci sono soprattutto i costi legati alla ristrutturazione aziendale e ai ritardi nello sviluppo dei videogiochi. Ubisoft ha infatti avviato una profonda trasformazione interna che prevede tagli ai costi, chiusure di studi, cancellazione di alcuni progetti e una nuova organizzazione basata su cinque “creative houses”. Il gruppo ha inoltre ridotto il personale di circa 1.200 dipendenti nell’ultimo anno.
Nonostante il quadro negativo, il management prova a guardare avanti. L’amministratore delegato Yves Guillemot ha confermato che l’obiettivo resta il ritorno a un free cash flow positivo e a un Ebit non-Ifrs positivo entro l’esercizio 2027-2028. La strategia punta soprattutto sul rafforzamento dei servizi live, sull’espansione multiplayer online e sul rilancio dei franchise più forti del gruppo.
Le prospettive future
Tra i progetti chiave figurano il remake di Assassin’s Creed Black Flag e nuovi contenuti legati a Rainbow Six Siege, considerato uno dei titoli più redditizi della società. Ubisoft spera inoltre che la partnership con Tencent e la creazione di Vantage Studios possano accelerare la ripresa e migliorare la competitività nei confronti di colossi come Electronic Arts ed Epic Games.
Gli investitori, però, restano cauti. Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo Ubisoft ha registrato forti ribassi in Borsa, segnale delle difficoltà del mercato nel credere a una ripresa rapida. Il prossimo biennio sarà decisivo per capire se il gruppo riuscirà davvero a rilanciarsi o se dovrà affrontare ulteriori cambiamenti strutturali.
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