Si complica il caso The Italian Sea Group (Tisg). Dopo le dimissioni, avvenute nei giorni scorsi, di tre consiglieri e il crollo del titolo in Borsa, il Gruppo della nautica di lusso ha reso noto oggi nuovi dettagli sulla situazione finanziaria e gestionale, annunciando una due diligence forensic indipendente per accertare l’entità degli extra costi sostenuti nelle commesse.
Il quadro che emerge è quello di una crisi che intreccia conti, governance e tensioni industriali, con effetti immediati anche sul mercato.
Extra budget e audit indipendente su Tisg
Secondo quanto comunicato dalla società, il Consiglio di amministrazione ha preso atto che sono stati sostenuti significativi costi extra budget nell’esecuzione delle commesse. Tali costi, si sottolinea nella nota del Gruppo, sarebbero stati resi possibili da un sistema messo in atto da un gruppo di soggetti per aggirare i blocchi previsti sui limiti di spesa autorizzati.
L’ammontare complessivo degli extra costi non è ancora stato quantificato e sarà definito al termine della due diligence forensic affidata a Kpmg. La prima fase dell’analisi durerà sei settimane e si concluderà con un red flag report preliminare, a cui seguiranno ulteriori approfondimenti nei due mesi successivi.
Dalle prime verifiche risulta inoltre che tra i soggetti coinvolti figurano alcune figure apicali dell’azienda, che si sarebbero dichiarate responsabili di azioni compiute all’insaputa dell’amministratore delegato, del Cda e degli organi di controllo. La società ha già inviato lettere di contestazione disciplinare, in alcuni casi con sospensione cautelativa.
Crisi di liquidità e finanziamento da 25 milioni
L’emersione degli extra costi ha determinato una progressiva erosione della cassa, sfociata in una crisi finanziaria che ha reso necessario un finanziamento soci da 25 milioni di euro deliberato il 18 febbraio ed erogato il giorno successivo da GC Holding Spa società riferibile all’amministratore delegato Giovanni Costantino, che detiene il 53,6% del capitale.
Nel frattempo il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti ha subito un ritardo di otto giorni rispetto alle scadenze ordinarie, a causa dell’insufficienza di liquidità registrata tra il 4 febbraio e il perfezionamento del finanziamento.
La società ha avviato interlocuzioni con il sistema bancario e con le società di factoring per concordare le misure necessarie ad affrontare la situazione finanziaria. Un primo incontro con le banche è previsto nei prossimi giorni.
Dimissioni e scontro nel Cda
La tensione si è riflessa anche nella governance. La scorsa settimana hanno rassegnato le dimissioni con effetto immediato il presidente Filippo Menchelli e il vicepresidente Marco Carniani, quest’ultimo anche dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. A loro si è aggiunta la consigliera non esecutiva Laura Angela Tadini, in quota Giorgio Armani Spa, titolare di circa il 5% del capitale.
Menchelli e Carniani hanno contestato integralmente quanto riferito dall’amministratore delegato nel Cda del 18 febbraio in merito alla situazione finanziaria, annunciando l’intenzione di verificare autonomamente la gestione degli ultimi anni. La società ha respinto le motivazioni dei dimissionari, definendole infondate.
Il 2 marzo il Cda ha deliberato all’unanimità la nomina di Giovanni Costantino a presidente del Consiglio di amministrazione, in sostituzione del dimissionario Menchelli.
Segnalazioni degli organi di controllo
Il 24 febbraio International Factor Italia ha inviato una richiesta di pagamento alla società. A seguito di tale comunicazione, il collegio sindacale e la società di revisione Bdo hanno trasmesso al Cda segnalazioni ai sensi dell’articolo 25-octies del Codice della crisi d’impresa, rilevando la probabile sussistenza dei presupposti previsti dalla normativa e concedendo dieci giorni per riferire sulle iniziative intraprese.
Nel frattempo, sul fronte sindacale, dopo un’assemblea dei lavoratori è stato attuato uno sciopero di due ore. Il Prefetto ha concordato l’istituzione di un tavolo di confronto con il sindaco, le organizzazioni sindacali e l’Autorità portuale. Non è previsto il ricorso alla cassa integrazione.
La società si è impegnata ad aggiornare il mercato non appena la due diligence consentirà di disporre di dati verificati, anche in relazione a eventuali scostamenti rispetto alle guidance comunicate in passato.
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