Tim, torna il dividendo: via libera dei soci alla conversione

Approvata la trasformazione delle azioni di risparmio in ordinarie e la riduzione del capitale: dividendo straordinario fino a 1,65 centesimi

Tim, torna il dividendo: via libera dei soci alla conversioneL'a.d. di Tim, Pietro Labriola

Tim archivia definitivamente le azioni di risparmio, uno strumento ormai residuale nel panorama societario italiano. L’assemblea dei soci ha approvato con un consenso schiacciante – il 99,85% dei presenti – la conversione in azioni ordinarie, accompagnata da un conguaglio in denaro fino a 12 centesimi per chi aderirà alla fase volontaria dell’operazione.

La proposta, avanzata dall’amministratore delegato Pietro Labriola e sostenuta da Poste Italiane, azionista di maggioranza relativa con il 27,4%, segna un passaggio cruciale per la razionalizzazione della struttura societaria di Telecom Italia. L’ultima volta che si era tentato un intervento simile era il 2015, ma – come ricorda oggi il Corriere della Sera – il mancato sostegno di Vivendi, che si astenne in assemblea, fece saltare tutto.

La conversione interesserà circa 5 milioni di azioni, che saranno trasformate con un rapporto uno a uno. Nella prima fase, su base volontaria, i soci riceveranno anche 12 centesimi in contanti per ogni titolo; nella seconda, obbligatoria, il conguaglio sarà di 4 centesimi. Gli azionisti che non hanno approvato l’operazione avranno 15 giorni per esercitare il diritto di recesso, con un prezzo fissato a 51,17 centesimi, ma già oggi economicamente poco conveniente, dato che le azioni di risparmio hanno chiuso in rialzo a 69,52 centesimi.

Torna il dividendo, ma non per tutti

L’operazione, che dovrebbe concludersi tra maggio e giugno, porterà all’eliminazione dei privilegi connessi alle azioni di risparmio, tra cui il diritto al dividendo cumulato. I soci avrebbero avuto diritto a 8,25 centesimi per azione come arretrati, ma riceveranno invece il premio della conversione. A seguito della vendita di Sparkle al consorzio Mef-Retelit, metà del ricavato – 350 milioni di euro – sarà destinato a remunerare gli azionisti attraverso dividendi o riacquisti di azioni proprie.

Il capitale sociale scende a 6 miliardi

Contestualmente, l’assemblea ha approvato anche la riduzione del capitale sociale da 11 a 6 miliardi di euro, con l’obiettivo di ricostituire le riserve e permettere la distribuzione della cedola, nonostante nel 2025 Tim Spa non preveda utili. Questo alleggerimento patrimoniale contribuirà anche a semplificare la struttura del gruppo e a evitarne l’obbligo di Opa, in caso di ingresso di nuovi soci.

A beneficiare della razionalizzazione sarà anche il profilo Esg dell’azienda, migliorato dalla scomparsa di una categoria di titoli con privilegi economici ma priva di diritti di voto.

Con la conversione, Poste Italiane vedrà la propria quota scendere dal 27,4% al 20%, ma potrebbe risalire conferendo in cambio PosteMobile, valutata tra 800 e 900 milioni di euro, ottenendo in cambio nuove azioni Tim. L’obiettivo, secondo le stime, sarebbe riportare la partecipazione tra il 24% e il 25%.

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