Il Gruppo Tim torna all’utile e chiude il 2025 con un risultato netto positivo di 519 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 364 milioni registrata nel 2024.
Il risultato attribuibile ai soci della controllante si attesta a 297 milioni, dopo la quota di 222 milioni spettante alle minoranze di Tim Brasil.
Il ritorno al segno positivo arriva nel primo esercizio completo dopo la cessione della rete fissa, operazione che ha segnato uno dei passaggi centrali della riorganizzazione del Gruppo. Il risultato beneficia anche di proventi non ricorrenti per 157 milioni, mentre il quarto trimestre ha contribuito per 473 milioni all’utile complessivo dell’anno.
Nel complesso i ricavi di Tim salgono a 13,7 miliardi di euro, con una crescita del 2,7%, mentre l’Ebitda after lease raggiunge i 3,7 miliardi, in aumento del 6,5%. Migliora anche la posizione finanziaria: il debito netto after lease scende a 6,9 miliardi.
Tim torna all’utile: i conti del 2025
Il risultato rappresenta un passaggio importante nel percorso di trasformazione avviato dal Gruppo guidato dall’amministratore delegato Pietro Labriola.
«Il 2025 conferma il completamento della trasformazione avviata nel 202»2», aveva sottolineato l’a.d.. «Tim presenta oggi una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa».
Nonostante il miglioramento complessivo dei conti, la capogruppo Tim Spa chiude ancora l’esercizio in perdita per 155 milioni, ma con un netto progresso rispetto al rosso di 1,2 miliardi registrato nel 2024.
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L'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola




