Volge al termine la lunga e controversa saga geopolitico-digitale legata a TikTok. Dopo anni di scontri tra Washington e Pechino, il social da 170 milioni di utenti americani si prepara a cambiare assetto societario, ma non abbandona del tutto la sua origine cinese. Il 22 gennaio è la data fissata per lo scorporo ufficiale delle attività statunitensi dalla cinese ByteDance, che saranno conferite in una nuova società, TikTok Usds, a controllo americano.
Come preannunciato, a guidare la nuova entità sarà un gruppo di investitori vicini al presidente Usa, Donald Trump, tra cui Oracle, Silver Lake e il fondo emiratino Mgx, ciascuno con una quota del 15%. Un ulteriore 5% andrà a un investitore ancora sconosciuto, mentre il 30,1% sarà controllato da soci non cinesi già presenti in ByteDance. Quest’ultima, pur perdendo la maggioranza, resterà nel capitale con una quota del 19,9%, mantenendo quindi una presenza significativa.
Il vero nodo dell’accordo, tuttavia, ruota attorno al controllo dell’algoritmo di raccomandazione, cuore tecnologico e commerciale della piattaforma. Sarà l’americana Oracle, storica alleata di Trump, a occuparsi della sua gestione, compresi i sistemi di sicurezza, la protezione dei dati e la moderazione dei contenuti. Un compromesso che, secondo diversi analisti, cambia la forma più che la sostanza, lasciando ancora in mano cinesi parte del potere strategico.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, la nuova struttura societaria non toglie alla Cina il controllo effettivo della piattaforma: la maggioranza relativa delle quote resterà infatti nelle mani della cinese ByteDance e dei suoi attuali investitori, smontando di fatto i proclami dell’amministrazione Trump, che puntava a un vero passaggio di proprietà.
Anche i dati degli utenti americani, circa 170 milioni, saranno gestiti dalla nuova società, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nazionale e ridurre le influenze esterne. Il valore economico dell’operazione non è stato comunicato ufficialmente, ma in passato era stato stimato attorno ai 14 miliardi di dollari.
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