Si apre un nuovo capitolo per The Italian Sea Group (Tisg): dopo mesi segnati da difficoltà finanziarie, cambi ai vertici e procedura di ristrutturazione, emerge l’ipotesi di un salvataggio industriale grazie a Sri Global e all’imprenditore Claudio Finvacchi, pronti a presentare un’offerta per rilevare il Gruppo cantieristico, assumendo il ruolo di “cavaliere bianco” nella delicata fase di rilancio.
L’interesse dei due investitori, riportato dal quotidiano Milano Finanza, si inserisce in un contesto particolarmente complesso. Nei mesi scorsi Tisg aveva avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, dopo aver riscontrato rilevanti irregolarità contabili e tensioni finanziarie. Contestualmente, il fondatore Giovanni Costantino e altri membri del management hanno lasciato gli incarichi, mentre il Tribunale di Firenze ha concesso misure protettive per consentire la prosecuzione dell’attività e favorire il processo di ristrutturazione.
L’operazione di Sri Global e Finvacchi su The Italian Sea Group avrebbe l’obiettivo di preservare il patrimonio industriale del gruppo, proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti. Inoltre intende salvaguardare occupazione, competenze e continuità produttiva in un comparto strategico come quello della nautica di lusso.
L’interesse arriva in una fase in cui anche altri operatori del settore hanno manifestato attenzione verso gli asset di Tisg. Nelle ultime settimane, ad esempio, Sanlorenzo ha confermato il proprio sostegno a un consorzio industriale intenzionato a partecipare all’eventuale procedura competitiva per l’acquisizione delle attività operative del gruppo. Il fine dichiarato è quello di garantire la continuità produttiva e tutelare uno dei principali poli della cantieristica italiana.
Per il comparto della nautica si tratta di una partita di rilievo. The Italian Sea Group rappresenta infatti uno dei principali costruttori mondiali di yacht e superyacht di alta gamma e la sua eventuale ripresa contribuirebbe a rafforzare l’intera filiera italiana, che continua a occupare una posizione di leadership internazionale nell’export e nella produzione di imbarcazioni di lusso.
Nei prossimi mesi saranno decisive le valutazioni del tribunale e l’eventuale apertura di una procedura competitiva tra gli investitori interessati. L’arrivo di nuovi capitali potrebbe rappresentare l’occasione per riportare stabilità finanziaria al gruppo e rilanciare un marchio simbolo del Made in Italy, preservando competenze industriali e posti di lavoro in un settore che resta uno dei fiori all’occhiello dell’economia nazionale.
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