Spotify archivia un terzo trimestre sopra le aspettative, spinta dall’aumento degli abbonati premium, dalla riduzione dei costi e da una crescita continua della base utenti. Il colosso svedese dello streaming musicale, quotato a Wall Street, ha registrato ricavi per 4,3 miliardi di euro e un utile operativo di 582 milioni, ben al di sopra delle previsioni.
Gli abbonati paganti sono saliti del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo quota 281 milioni, mentre gli utenti attivi mensili sono cresciuti dell’11% toccando i 713 milioni. Un’espansione sostenuta anche dai ritocchi ai prezzi in diversi mercati maturi e da un’efficace razionalizzazione di marketing e organico.
Importante anche la crescita del segmento audiolibri: +36% di ascoltatori e +37% di ore consumate in un anno, trainata in particolare dal pubblico giovane. Intanto, la collaborazione con OpenAI, annunciata a settembre, permette agli utenti di chiedere consigli musicali direttamente a ChatGpt, con l’obiettivo di rafforzare l’engagement.
Previsioni in crescita per il quarto trimestre
Per il quarto trimestre, Spotify prevede un utile operativo di 620 milioni di euro, contro una stima media degli analisti di 618,6 milioni. Le previsioni indicano inoltre un incremento degli utenti attivi a 745 milioni e degli abbonati a 289 milioni, in lieve calo rispetto alle attese di 290,9 milioni.
Con questi risultati, Spotify conferma la propria solidità e continua a puntare sull’innovazione di prodotto, sulla leva dei prezzi e sull’efficienza operativa per alimentare crescita e redditività. Lo ha ribadito anche il fondatore Daniel Ek, che dal prossimo anno assumerà il ruolo di presidente esecutivo: “Il business è sano, stiamo innovando più velocemente che mai. Costruiamo Spotify per il lungo termine”.
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Daniel Ek, fondatore di Spotify




