SpaceX scivola sotto il prezzo dell’Ipo: cosa succede al titolo di Elon Musk

SpaceX scivola sotto il prezzo dell'Ipo: cosa sta succedendo al titolo di Elon Musk© Shutterstock

Dopo un debutto esplosivo a Wall Street, SpaceX torna con i piedi per terra: le azioni della società guidata da Elon Musk sono scese sotto il prezzo dell’Ipo, attestandosi intorno ai 133 dollari, contro i 135 dollari fissati in fase di collocamento. Un’inversione di tendenza significativa, soprattutto se si considera che il titolo aveva superato quota 225 dollari nelle settimane successive allo sbarco in Borsa.

Alla base della correzione ci sono diversi fattori, sia tecnici sia legati ai fondamentali dell’azienda. Con l’avvicinarsi della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, attesi tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, gli investitori stanno tornando a valutare la reale capacità dell’azienda di generare utili. Attualmente, la divisione Starlink, dedicata alle telecomunicazioni satellitari, rappresenta l’unica attività redditizia del gruppo, mentre i segmenti legati all’intelligenza artificiale e ai lanci spaziali hanno registrato perdite nell’ultimo trimestre.

Le ragioni del crollo in Borsa di SpaceX

A pesare sulle quotazioni è anche l’imminente scadenza del primo periodo di lock-up, che limita temporaneamente la vendita delle azioni da parte degli azionisti originari. Due giorni dopo la diffusione dei conti trimestrali di SpaceX sarà infatti sbloccato il 20% dei titoli finora vincolati, percentuale che potrebbe salire al 30% qualora il prezzo restasse almeno il 30% sopra quello dell’Ipo. Secondo gli analisti, questo comporterà un sostanziale raddoppio del flottante disponibile sul mercato, aumentando l’offerta di azioni e potenzialmente esercitando ulteriore pressione sui prezzi.

Il rally iniziale dell’Ipo di SpaceX era stato favorito proprio dalla scarsità di titoli negoziabili. Al momento della quotazione, infatti, meno del 5% del capitale sociale era effettivamente disponibile sul mercato. Una disponibilità così limitata aveva amplificato l’effetto degli ordini di acquisto, contribuendo alla rapida ascesa del titolo.

Un ruolo determinante è stato svolto anche dagli acquisti automatici dei fondi passivi. L’inclusione di SpaceX negli indici Russell 1000 e Nasdaq-100 ha costretto gli ETF indicizzati ad acquistare il titolo. Secondo stime di Reuters, questi movimenti hanno generato circa 8 miliardi di dollari di domanda tecnica, sostenendo ulteriormente le quotazioni.

Anche il mercato delle opzioni ha contribuito al boom iniziale attraverso il cosiddetto gamma squeeze, un meccanismo che induce i market maker ad acquistare azioni per coprirsi dal rischio derivante dalla vendita di opzioni call. Con il raffreddamento di questo fenomeno, la fine degli acquisti passivi e l’aumento del flottante, il titolo entra ora in una nuova fase. Da questo momento saranno soprattutto gli utili e la crescita del business a determinare l’andamento della società di Elon Musk in Borsa.

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