Safilo, i rimborsi sui dazi spingono i conti

Vendite in calo a 512 milioni, ma margini e cassa migliorano anche grazie a 20 milioni di rimborsi tariffari contabilizzati nel semestre

Safilo, i rimborsi sui dazi spingono i contiAngelo Trocchia, Ceo di Safilo

Safilo chiude il primo semestre 2026 con un netto miglioramento della redditività, nonostante il rallentamento della domanda nei principali mercati. L’utile netto adjusted di gruppo è salito a 49,4 milioni di euro, con una crescita del 46,7% rispetto ai 33,7 milioni dello stesso periodo del 2025.

Le vendite nette si sono fermate a 512 milioni, in calo dell’1,9% a cambi costanti e del 4,8% a cambi correnti. Dopo un avvio d’anno resiliente, il secondo trimestre ha risentito di una maggiore prudenza negli ordini da parte dei clienti, soprattutto tra fine marzo e maggio. A giugno sono però emersi primi segnali di stabilizzazione. Gli occhiali da sole, per la loro natura più discrezionale, sono stati la categoria più penalizzata. Tra i marchi, Carrera, Smith, David Beckham e Kate Spade hanno mantenuto un andamento solido nei principali mercati e canali.

I numeri di Safilo nel primo semestre 2026

L’Ebitda adjusted ha raggiunto 86 milioni di euro, in aumento del 38,1%, mentre il relativo margine è passato dall’11,6% al 16,8%. L’utile industriale lordo è cresciuto del 4,8% a 344 milioni, con un’incidenza sulle vendite salita dal 61,1% al 67,2%.

Sul risultato ha inciso il beneficio una tantum dei rimborsi relativi ai dazi precedentemente pagati negli Stati Uniti. Safilo ha ricevuto 22,2 milioni di euro, di cui 20 milioni contabilizzati nel conto economico e 2,2 milioni a riduzione del magazzino. Escludendo questo effetto, il margine Ebitda adjusted del semestre si sarebbe attestato al 12,9%, comunque in miglioramento di 1,3 punti percentuali.

La generazione di cassa resta solida: il free cash flow è stato pari a 36,4 milioni, mentre l’indebitamento netto è sceso a 5,4 milioni. Prima dell’applicazione dell’Ifrs 16, la posizione finanziaria netta risulta positiva per 29,6 milioni. La flessibilità finanziaria ha permesso al gruppo di sostenere investimenti strategici, compresa l’acquisizione di SPY+ e Serengeti, finanziata interamente con risorse proprie. L’amministratore delegato Angelo Trocchia ha indicato che i segnali osservati tra la fine del secondo trimestre e l’inizio del terzo consentono di guardare alla seconda metà dell’anno con maggiore fiducia.

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