Brunello Cucinelli rilancia e rassicura il mercato: l’azienda opera in pieno rispetto delle regole europee, compreso il fronte più spinoso dell’export verso la Russia. E intanto conferma una crescita a doppia cifra, con ricavi che nei primi nove mesi del 2025 superano 1,02 miliardi di euro (+10,8% a cambi correnti, +11,3% a cambi costanti).
“Avremmo fatto volentieri a meno di questa vicenda, ma fa parte delle regole del gioco“, ha dichiarato lo stilista in conference call con gli analisti, riferendosi al report con cui Morpheus Research ha accusato l’azienda umbra di violare le sanzioni europee e di danneggiare il proprio posizionamento nel lusso per svendere prodotti invenduti.
Ricavi in crescita e obiettivi confermati
Il terzo trimestre si è chiuso con ricavi per 335,5 milioni di euro, in aumento del 12% su base annua (+12,4% a cambi costanti). Buoni risultati per entrambi i canali: il retail cresce del 13,9%, il wholesale del 9%. L’andamento positivo consente al gruppo di confermare una crescita attesa “intorno al 10%” per l’intero 2025 e anche per il 2026.
Lo stilista sottolinea che “nulla è cambiato” rispetto alle previsioni annunciate ad agosto e che la società prosegue con “profitti sani ed equilibrati“. Un messaggio chiaro, indirizzato non solo al mercato ma anche ai dipendenti, che Brunello Cucinelli ha voluto incontrare in un’assemblea generale “per rassicurarli, ammesso che sia necessario”.
Russia: incidenza ridotta e rispetto delle sanzioni
Il cuore delle accuse del fondo Morpheus riguarda il mercato russo. Ma Cucinelli replica con i dati: nel 2021 la Russia pesava per il 9,3% dei ricavi. Una quota che si è più che dimezzata tra il 2021 e il 2024, per poi ridursi ulteriormente: 1,4% al 30 settembre 2025, contro il 2,7% di un anno prima.
Il gruppo ribadisce di operare secondo le normative comunitarie, specificando che i beni esportati hanno un valore di trasferimento inferiore ai 300 euro, la soglia stabilita dalle sanzioni Ue. Un portavoce ha precisato che l’export verso Mosca, in termini di volume, si è ridotto del 52% tra il 2021 e il 2024.
L’indicenza del magazzino sulle vendite
Alle critiche sull’eccesso di magazzino e sulla presunta svendita degli invenduti, Cucinelli risponde con un altro dato: l’incidenza del magazzino sulle vendite si attesta al 28-29%, una soglia considerata fisiologica per il modello operativo dell’azienda. “Siamo e resteremo un marchio del lusso assoluto”, ha ribadito.
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Un intervento di Brunello Cucinelli alla sartoria di Penne, in AbruzzoDalla pagina LinkedIn di Brunello Cucinelli




