Prysmian vola in Borsa grazie al boom dell’AI

Il gruppo supera 45 miliardi di capitalizzazione spinto dalla domanda di fibra ottica e data center legata agli hyperscaler tecnologici.

Prysmian, nel 2024 biomateriali a ridotto impatto di carbonio© Shutterstock

La corsa globale all’intelligenza artificiale e ai data center sta spingendo Prysmian verso nuovi record in Borsa. La multinazionale italiana ha superato una capitalizzazione di mercato di 45 miliardi di euro. Il titolo, infatti, è arrivato a 153 euro per azione. Da inizio 2026 il rialzo sfiora il 77%, una delle migliori performance di Piazza Affari, dietro soltanto a STMicroelectronics e Saipem.

Dietro questa crescita non c’è soltanto l’entusiasmo dei mercati per il settore AI, ma una strategia industriale costruita negli ultimi anni dal management guidato dall’amministratore delegato Massimo Battaini. Centrale è stato il rafforzamento della presenza negli Stati Uniti attraverso acquisizioni mirate come Encore Wire nel 2024 e Channel nel 2025, entrambe in Texas. Operazioni che hanno consentito a Prysmian di posizionarsi in modo strategico nel mercato nordamericano della fibra ottica e delle infrastrutture energetiche.

I punti di forza di Prysmian

Il fattore decisivo è però l’esplosione della domanda di connettività legata ai grandi hyperscaler. Si tratta dei colossi tecnologici che gestiscono enormi infrastrutture cloud e data center per l’intelligenza artificiale. Aziende come Nvidia, Meta, Microsoft e Amazon stanno accelerando gli investimenti in infrastrutture digitali e capacità di calcolo, aumentando il fabbisogno di fibra ottica ad alte prestazioni.

Prysmian rappresenta oggi uno dei pochissimi produttori di fibra ottica con presenza industriale negli Stati Uniti. Secondo Deutsche Bank, il gruppo si trova “all’intersezione di tre colli di bottiglia strategici”: reti energetiche, cablaggio dei data center e connessioni in fibra tra server e infrastrutture AI. Gli analisti ritengono inoltre imminente la firma di accordi pluriennali con alcuni hyperscaler, potenzialmente in grado di generare fino a 5 miliardi di euro di ricavi cumulati.

L’interesse del mercato finanziario

Il mercato guarda con attenzione anche alla possibilità di una revisione al rialzo della guidance 2026. Prysmian prevede attualmente un Ebitda adjusted compreso tra 2,625 e 2,775 miliardi di euro e un free cash flow tra 1,3 e 1,4 miliardi. S&P ha recentemente confermato il rating BBB- migliorando però l’outlook da negativo a positivo, citando il forte posizionamento del gruppo nei trend strutturali della transizione energetica, della modernizzazione delle reti e degli investimenti sull’intelligenza artificiale.

Secondo Ubs, inoltre, la riduzione della leva finanziaria sotto 1x Ebitda potrebbe aprire spazio a nuove acquisizioni negli Stati Uniti, soprattutto nel segmento Power Grid. Uno scenario che rafforza ulteriormente il ruolo di Prysmian come uno dei principali beneficiari globali della rivoluzione infrastrutturale legata alle nuove tecnologie.

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