Il prezzo dell’oro vola sopra i 4.000 dollari: il metallo della paura

Dalle tensioni geopolitiche agli acquisti delle banche centrali: tutte le spinte dietro la corsa dell’oro, mentre le Borse oscillano tra euforia e contraddizioni

Il prezzo dell'oro vola sopra i 4.000 dollari: il metallo della paura© Getty Images

Il prezzo dell’oro ha toccato per la prima volta la soglia simbolica dei 4.000 dollari l’oncia, stabilendo un nuovo massimo storico. Un traguardo che certifica la forza del metallo prezioso come bene rifugio in un contesto segnato da instabilità politica, economica e finanziaria. Le cause di questo rally sono molteplici e intrecciano fattori economici, geopolitici e perfino psicologici.

Nonostante la narrativa dominante leghi la corsa dell’oro alla paura per lo shutdown negli Stati Uniti, alla crisi francese e alle tensioni internazionali, i mercati si muovono in modo apparentemente contraddittorio. Wall Street e il Nasdaq, infatti, hanno aggiornato i loro massimi storici proprio nelle stesse ore in cui l’oro segnava il suo. E la Borsa di Parigi ha reagito con un rimbalzo, pur in presenza della crisi istituzionale interna. Anche i rendimenti dei titoli di Stato Usa, teoricamente destinati a salire in scenari di grande paura, sono rimasti pressoché invariati rispetto alla vigilia dello shutdown.

Oro ai massimi e mercati in euforia

La corsa dell’oro, quindi, non sembra spinta soltanto da dinamiche di protezione. Anzi, in molti casi potrebbe trattarsi di acquisti speculativi, mossi dalla paura di rimanere esclusi dal rally. Secondo Goldman Sachs, che ha rivisto le sue stime portando il target a 4.900 dollari l’oncia entro il dicembre 2026 (rispetto ai 4.300 precedenti), l’attuale corsa è sostenuta anche dagli acquisti delle banche centrali, protagoniste sul mercato per l’undicesimo mese consecutivo. È il caso, ad esempio, della banca centrale cinese.

L’istituto americano stima che le banche centrali continueranno a comprare oro a ritmi sostenuti, tra le 70 e le 80 tonnellate annue tra il 2025 e il 2026. Una tendenza accelerata dopo il congelamento delle riserve valutarie russe a seguito dell’invasione dell’Ucraina, che ha spinto molte banche centrali a ridurre la dipendenza dal dollaro in favore dell’oro fisico.

Ma secondo i calcoli di Goldman, questo elemento spiega solo 19 punti percentuali del 23% di rialzo atteso per l’oro nei prossimi anni. Il resto dipende da altri fattori: i tagli dei tassi della Federal Reserve, che rendono più interessanti gli Etf legati al metallo prezioso, e un generale clima di euforia nei mercati.

Come si muovono gli investitori

Il paradosso attuale è proprio questo: gli investitori sembrano orientati ad acquistare tutto ciò che sale. Beni rifugio come l’oro e asset rischiosi come l’azionario convivono in portafogli guidati da un mix di paura e avidità. L’intelligenza artificiale spinge le Borse, mentre l’incertezza globale spinge verso l’oro.

In questo scenario, gli acquisti d’oro potrebbero proseguire se le tensioni geopolitiche e le incertezze economiche persisteranno. Tuttavia, alcuni analisti avvertono: un rally così rapido potrebbe anche lasciare spazio a correzioni tecniche, soprattutto se la situazione macroeconomica dovesse stabilizzarsi o se i rendimenti obbligazionari tornassero ad attrarre capitali.

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