L’assemblea degli azionisti di Poste Italiane ha approvato l’aumento di capitale destinato a sostenere l’Opas su Tim, conferendo al Consiglio di amministrazione la delega necessaria per procedere con l’operazione. La proposta ha ottenuto il voto favorevole del 99,81% dei presenti.
L’autorizzazione consente al Cda di aumentare il capitale sociale in una o più tranche e in via scindibile per un importo complessivo fino a circa 372 milioni di euro, con l’emissione di un massimo di 371.986.879 azioni ordinarie.
Poste e Tim, i numeri dell’aumento di capitale
L’operazione è funzionale all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni di Telecom Italia, annunciata nei mesi scorsi. L’obiettivo è acquisire il controllo della società di telecomunicazioni attraverso una combinazione di scambio azionario e componente in contanti.
In base ai termini dell’offerta, agli azionisti di Tim verranno riconosciute 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione e una componente cash pari a 0,167 euro per ogni azione Tim conferita. Il valore complessivo dell’operazione è pari a 10,8 miliardi di euro.
Tra i soci che hanno espresso il via libera figurano Cassa Depositi e Prestiti, con una quota del 35%, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il 29,26%, oltre agli investitori istituzionali. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, il Gruppo risultante dall’integrazione tra Poste e Tim arriverebbe a circa 26,9 miliardi di euro di ricavi aggregati, con un Ebit di 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti. La stessa fonte evidenzia inoltre sinergie stimate in circa 700 milioni di euro l’anno e una maggiore liquidità del titolo Poste grazie all’ampliamento del flottante.
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