Da oggi, lunedì 21 settembre, riaprono per cinque giorni i termini dell’Opas di Poste Italiane su Tim. Il Gruppo guidato da Matteo Del Fante riparte dal 66,627% del capitale della società telefonica, sommando il 46,523% conferito nella prima fase dell’offerta al 20,104% già detenuto. L’obiettivo della finestra che si chiuderà venerdì 25 settembre è arrivare almeno al 90%, soglia che consentirebbe di accelerare il percorso verso il delisting di Tim.
Le condizioni restano quelle fissate dopo il rilancio del 7 settembre: per ogni azione Tim portata in adesione sono riconosciuti 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni Poste. Del Fante ha escluso ulteriori miglioramenti dell’offerta e ha indicato con chiarezza la posizione del gruppo: «Arriveremo al 25 settembre, ultimo giorno di offerta, e dopo gli investitori rimarranno con le azioni Tim», aggiungendo che «la cosa migliore è aderire».
Poste-Tim, cosa può accadere
Superare quella soglia permetterebbe a Poste di procedere verso l’uscita di Tim da Piazza Affari attraverso i meccanismi previsti per l’acquisto delle partecipazioni residue. Se invece l’Opas si fermasse sotto il 90%, Poste conserverebbe comunque una maggioranza molto ampia, ma il percorso verso il delisting sarebbe più lungo.
Intanto è già stato regolato il primo round dell’offerta. Poste ha versato circa 1,96 miliardi di euro in contanti per le azioni Tim consegnate entro l’11 settembre e ha assegnato 216,6 milioni di proprie azioni di nuova emissione. Il capitale di Poste è così salito a oltre 1,52 miliardi di azioni ordinarie.
Chiusa l’offerta, si aprirà la fase industriale e di governance. Del Fante ha già anticipato che, con una quota «ampiamente di controllo», partiranno le attività di integrazione.
Come riportato nel weekend da Il Sole 24 Ore, tra i passaggi successivi ci sono la nuova governance di Tim, il piano industriale atteso in primavera e le sinergie tra i due gruppi, indicate in 700 milioni di euro annui a regime. Tra i dossier figura anche PosteMobile, che prima dell’Opas aveva già siglato l’accordo per spostare il servizio mobile sulla rete Tim.
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