Poste-Tim, il Ceo Del Fante apre al verdetto del cda

Se le adesioni resteranno sotto il 66,67%, sarà il consiglio di amministrazione di Poste a decidere sull’Opas

Poste-Tim, il Ceo Del Fante apre al verdetto del cdaL'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante

C’è un passaggio chiave nell’Opas di Poste Italiane su Tim: se le adesioni resteranno sotto la soglia del 66,67%, sarà il Consiglio di amministrazione di Poste a decidere se andare avanti nell’operazione. Lo ha chiarito Matteo Del Fante, amministratore delegato del gruppo, intervenendo a Focus Economia su Radio 24.

L’offerta, come già annunciato, si chiuderà l’11 settembre. “Attualmente il Cda di Poste ha dichiarato che oltre la soglia del 66,67% siamo obbligati ad andare avanti. Se si dovesse raggiungere un livello inferiore a tale soglia si dovrà pronunciare il Consiglio”, ha spiegato Del Fante. “Al momento è prematuro, non abbiamo ancora deciso se andare avanti o no”.

Nel prospetto è indicata anche l’ipotesi della rinunciabilità della condizione, ma la scelta, in caso di adesioni inferiori, non sarebbe automatica. Toccherebbe al board di Poste valutare se procedere comunque o fermarsi.

L’obiettivo industriale dichiarato è costruire una piattaforma nazionale capace di integrare la presenza territoriale e la fiducia costruita da Poste con le infrastrutture tecnologiche, le competenze digitali e la capacità di connettività di Tim. Il progetto punta a creare la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese.

Del Fante ha sintetizzato il senso dell’operazione con una formula semplice: “Mettendoci insieme possiamo fare di più che non da soli”. Tim viene indicata come leader in Italia nel cloud e nell’intelligenza artificiale, mentre Poste porta in dote un bilancio e una capacità di investimento più rilevanti. “Uno più uno fa tre”, ha detto il manager.

Marchio Tim, rete postale e sinergie

Poste punta a raggiungere almeno il 66,67% del capitale di Tim, mentre l’ambizione resta arrivare al 100% e procedere al delisting, preservando però il marchio del Gruppo telefonico. Del Fante ha ribadito l’intenzione di mantenere il nome Tim, la base clienti e la storia dell’azienda, integrando i servizi anche nella rete degli uffici postali.

Il progetto prevede una combinazione tra attività finanziarie, assicurative, logistiche, digitali e di telecomunicazioni. Le sinergie indicate sono pari a 700 milioni, mentre il nuovo gruppo avrebbe circa 140 mila dipendenti. Nei materiali dell’operazione viene inoltre indicato che l’aggregazione non comporterebbe riduzioni del personale.

Anche per gli azionisti di Tim il messaggio è legato alla prospettiva industriale e alla remunerazione. Aderendo all’offerta e diventando soci di Poste, gli investitori potrebbero tornare a ricevere dividendi, elemento che il gruppo considera centrale per sostenere l’adesione all’Opas.

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