Poste-Tim, Del Fante: “Nessun rilancio sull’offerta”

Scontro sul valore dell’Opas: il Ceo di Poste conferma i termini mentre analisti e mercato restano divisi tra critiche e reazioni in Borsa

Poste-Tim, Del Fante: “Nessun rilancio sull’offerta”L'amministratore delegato di Poste Italiane, Matte Del Fante

Poste Italiane tira dritto sull’Opas da 10,8 miliardi su Tim, ma mette subito un punto fermo: il prezzo non sarà aumentato, nonostante le pressioni di analisti e piccoli azionisti. È questa la vera novità emersa nel day after dell’annuncio, insieme alla reazione contrastata dei mercati.

A dirlo è stato l’amministratore delegato Matteo Del Fante, che ha chiarito come il corrispettivo da 0,635 euro per azione, con un premio di circa il 9%, sia già adeguato e non verrà rivisto. Una posizione netta che arriva mentre diverse banche d’affari giudicano l’offerta “poco generosa”.

Il nodo principale riguarda proprio la valutazione di Tim. Il titolo, pur in rialzo, resta sotto il prezzo implicito dell’offerta, segnale che il mercato non sconta un rilancio. Anche gli analisti sottolineano come la proposta arrivi in una fase di debolezza del titolo, alimentando i dubbi sulla convenienza per gli azionisti.

La linea di Poste però non cambia: il Gruppo non intende modificare né la componente in contanti né il concambio azionario, nonostante le richieste di revisione arrivate anche da parte dei piccoli soci.

Borsa divisa: Tim sale, Poste scende

La reazione dei mercati fotografa bene le tensioni sull’operazione. Da un lato Tim ha guadagnato circa il 4,7%, avvicinandosi ai valori dell’offerta ma senza raggiungerli. Dall’altro Poste ha perso quasi il 7%, penalizzata dal timore di diluizione legato all’aumento di capitale necessario per finanziare l’operazione.

I prezzi di mercato tendono così ad allinearsi al valore del concambio, ma restano margini di scetticismo sulla valutazione complessiva e sulla convenienza dell’offerta per gli azionisti.

Il futuro di Tim, autonoma e senza esuberi

Tra gli elementi chiariti dal management c’è anche il futuro industriale di Tim. La società, pur uscendo dalla Borsa in caso di successo dell’Opas, manterrà autonomia operativa e il proprio marchio, considerato strategico.

Non sono previsti esuberi, con eventuali eccedenze che verrebbero gestite all’interno del Gruppo. L’integrazione riguarderà soprattutto alcune funzioni centrali, mentre l’obiettivo resta accelerare le sinergie senza smantellare la struttura esistente.

Le prossime tappe

Il calendario resta serrato: il documento di offerta è atteso entro aprile, mentre l’avvio dell’Opas è previsto per luglio, con chiusura entro fine anno. Solo dopo sarà presentato il piano industriale del nuovo Hruppo.

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