Poste Italiane aumenta ancora la propria partecipazione in Tim e sale all’86,952% del capitale del Gruppo di telecomunicazioni. Dopo la conclusione dell’Opas, la società guidata da Matteo Del Fante ha acquistato sul mercato un ulteriore pacchetto di azioni attraverso Intermonte, sfruttando la discesa delle quotazioni del Gruppo telefonico.
Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, gli acquisti hanno comportato un esborso di 159 milioni di euro, circa 17 milioni in meno rispetto a quanto sarebbe costato rilevare gli stessi titoli al valore attribuito dall’Opas, pari a 6,65 euro per azione. Le operazioni sono state effettuate a prezzi compresi tra 6,577 euro e valori prossimi a quella soglia.
L’operazione porta Poste più vicino alla soglia del 90%, rilevante nell’eventuale percorso verso l’uscita di Tim dalla Borsa. Il management, però, non ha definito un piano prestabilito per arrivare al delisting e mantiene un approccio flessibile: eventuali nuovi acquisti dipenderanno anche dall’andamento del titolo e dalla possibilità di rilevare azioni a condizioni favorevoli. Il movimento arriva dopo alcuni giorni di flessione delle azioni Tim. Il 1° ottobre il titolo ha chiuso a 6,57 euro, in calo dell’1,59%, dopo avere perso circa il 10% nei tre giorni successivi alla conclusione dell’offerta.
Priorità all’integrazione tra Poste e Tim
Al di là della possibile evoluzione della partecipazione, Poste indica come prioritaria l’integrazione industriale con Tim. Il Gruppo ha già avviato le attività di direzione e coordinamento della controllata, con l’obiettivo dichiarato di condividere le strategie, coordinare le politiche industriali e gestionali e accentrare alcune attività per ottenere economie di scala e maggiore efficienza. Il progetto di integrazione punta a generare almeno 700 milioni di euro di risparmi, mentre l’aumento della quota offre a Poste ulteriore margine di manovra sia sul possibile delisting sia sull’eventuale successiva fusione.
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