Poste rilancia l’Opas su Tim: 30 centesimi cash in più

Il Gruppo porta il cash a 1,97 euro per azione, elimina la soglia minima del 66,67% e riaprirà le adesioni dal 21 al 25 settembre

Poste rilancia l’Opas su Tim: 30 centesimi cash in più

Poste Italiane rilancia l’Opas su Tim aumentando di 0,30 euro la componente in contanti riconosciuta per ogni azione portata in adesione. Il nuovo corrispettivo sale così a 1,97 euro cash più 0,218 azioni Poste di nuova emissione per ciascun titolo Tim, mentre resta invariata la componente azionaria dell’offerta.

In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo implicito dell’operazione raggiungerebbe circa 11,35 miliardi di euro, con una componente massima in contanti pari a 3,36 miliardi. Poste ha precisato che il nuovo corrispettivo è quello definitivo e che non sono previsti ulteriori rilanci. Sulla base dei prezzi del 4 settembre, l’offerta attribuisce a ogni azione Tim un valore implicito di 7,83 euro.

Cade la soglia minima del 66,67%

La seconda novità riguarda la rinuncia alla condizione relativa alla soglia minima del 66,67% dei diritti di voto. Poste acquisterà quindi tutte le azioni consegnate all’offerta anche nel caso in cui le adesioni restassero sotto il livello inizialmente previsto. La modifica comporterà la riapertura del periodo di adesione dal 21 al 25 settembre, dopo la chiusura della fase ordinaria fissata all’11 settembre.

LE ULTIME DAL MONDO BUSINESS

Il rilancio arriva mentre le adesioni procedono ancora su livelli contenuti. Nella stessa giornata l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola e gli altri dirigenti con responsabilità strategiche hanno comunicato di avere aderito all’Opas, dopo che il Cda della società aveva già giudicato congruo il corrispettivo e valutato positivamente il razionale industriale dell’operazione.

Poste conferma intanto le aspettative economiche legate all’integrazione: l’impatto sull’utile per azione è previsto positivo dal 2027 e in doppia cifra nel 2028. Restano inoltre invariati sia la politica dei dividendi per il 2026 sia l’impegno a una remunerazione crescente dal 2027. Per sostenere l’aumento della componente cash, il gruppo ha sottoscritto un finanziamento aggiuntivo fino a 512 milioni di euro con Bnp Paribas e Mediobanca.

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