Poste Italiane-Tim, ora Del Fante punta al 90% del capitale

Dopo il successo della prima finestra, il Gruppo cerca un altro 23,4%. Dal 21 al 25 settembre nuova fase dell’Opas, con Etf e fondi passivi sotto osservazione

Poste supera il 67% di Tim nel primo giorno di riapertura dell'Opas© GettyImages

Poste Italiane ha ormai conquistato il controllo di Tim, ma la partita non è ancora chiusa. Dopo aver raggiunto il 66,63% del capitale al termine della prima finestra dell’Opas, al Gruppo guidato da Matteo Del Fante manca un altro 23,4% circa per arrivare al 90%, la soglia che renderebbe possibile lo squeeze-out delle azioni residue e faciliterebbe l’uscita di Tim da Piazza Affari.

Il prossimo passaggio sarà la riapertura dell’offerta dal 21 al 25 settembre. Gli azionisti potranno ancora consegnare i titoli alle stesse condizioni del rilancio: 1,97 euro in contanti più 0,218 azioni Poste per ogni azione Tim. Chi ha aderito nella prima fase sarà pagato il 18 settembre, mentre per la seconda finestra il regolamento è previsto il 2 ottobre.

Il ruolo di Etf e fondi passivi

A rendere decisiva la seconda fase è soprattutto la composizione del capitale ancora fuori dall’offerta. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tra gli azionisti che non hanno ancora aderito figurano diversi fondi passivi ed Etf, strumenti che replicano automaticamente gli indici di Borsa e che quindi hanno bisogno di una ragionevole certezza sull’uscita di Tim dal listino prima di vendere.

Il livello già raggiunto da Poste potrebbe ora modificare il loro calcolo. Con una quota superiore ai due terzi, il Gruppo ha infatti una maggioranza sufficiente a controllare anche l’assemblea straordinaria e dispone quindi degli strumenti per valutare operazioni che possano portare al delisting anche senza raggiungere immediatamente il 90%. Il rischio, per chi restasse fuori dall’Opas, sarebbe quello di ritrovarsi con un titolo meno liquido.

Poste-Tim, Del Fante: “Dopo l’Opas partirà l’integrazione”

L’a.d. Del Fante si prepara intanto a un road show tra Stati Uniti e Londra per presentare agli investitori il Gruppo e l’operazione su Tim. L’obiettivo industriale resta quello di costruire un aggregato con circa 150 mila dipendenti e 27 miliardi di ricavi, con sinergie stimate in 700 milioni di euro l’anno.

Poste punta anche sulla remunerazione per convincere gli azionisti Tim a restare nel nuovo Gruppo. L’amministratore delegato di Poste ha indicato la volontà di proseguire nella politica dei dividendi e, nelle prospettive presentate agli investitori, anche di aumentarli nel tempo. Il piano guarda inoltre alla possibilità di rafforzare la presenza nel digitale, nell’intelligenza artificiale e, più avanti, nel consolidamento europeo delle telecomunicazioni.

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