Dieci anni fa, il 27 ottobre 2015, Poste Italiane debuttava in Borsa con la più grande Ipo in Europa. Oggi, a distanza di un decennio, il gruppo ha celebrato questo anniversario con risultati che parlano chiaro: la capitalizzazione è salita da 8 a oltre 27 miliardi di euro, mentre gli azionisti hanno incassato 7 miliardi di dividendi, grazie a una crescita costante che ha trasformato la società in una delle protagoniste del sistema economico italiano.
Il traguardo è stato festeggiato nella sede di Borsa Italiana, alla presenza del sottosegretario all’Economia Federico Freni, della presidente Silvia Maria Rovere, dell’amministratore delegato Matteo Del Fante e del direttore generale Giuseppe Lasco.
Del Fante ha ricordato come ogni 100 euro investiti nel 2015 oggi valgano 540 euro, considerando la crescita del titolo e i dividendi distribuiti: un rendimento che supera quello del principale indice di Borsa, il FtseMib, cresciuto del 360% nello stesso periodo.
I motori della trasformazione
Il successo di Poste si basa su un modello che ha saputo unire tradizione e innovazione. Dal servizio postale, l’azienda si è evoluta in una vera e propria Platform Company, ampliando la propria presenza in settori chiave come assicurazioni, logistica, energia e telecomunicazioni.
In questi anni, i pacchi consegnati sono passati da 110 a 450 milioni l’anno, metà dei quali recapitati direttamente dai postini. I dipendenti sono saliti a quota 118 mila, facendo di Poste l’azienda con il maggior numero di lavoratori in Italia.
Sul fronte digitale, il gruppo è oggi la più grande piattaforma di pagamenti del Paese, con oltre 3 miliardi di transazioni annue e 30 milioni di carte in circolazione. Non meno rilevante è il ruolo nell’asset management, con 165 miliardi di euro gestiti tramite Poste Vita e oltre 450 miliardi di risparmio garantiti dallo Stato.
Tim, energia e cloud: le nuove sfide per il prossimo decennio
Lo sguardo ora è rivolto al futuro. Con una quota del 24,82%, Poste è il primo azionista di Telecom Italia. A partire da gennaio, prenderanno il via i servizi congiunti nel settore mobile, ma le sinergie si estenderanno anche a cloud, data center, edge computing e cybersicurezza, con l’obiettivo di costruire un ponte tra pubblica amministrazione e pmi.
Del Fante ha annunciato che nella prossima primavera presenterà al mercato il nuovo piano industriale, in parallelo con quello di Tim. Intanto, ha escluso la presenza di rappresentanti di Poste nel consiglio di amministrazione dell’ex monopolista telefonico.
Tra i progetti già attivi spicca Poste Energia, che conta 950 mila clienti e potrebbe diventare una delle aree più redditizie per il gruppo. Sul fronte delle privatizzazioni, invece, il governo ha deciso di sospendere la cessione di nuove quote, congelando il piano previsto per l’autunno 2024.
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Da sinistra, la presidente di Poste Italiane, Silvia Maria Rovere, l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, e il direttore generale, Giuseppe Lasco




