Poste Italiane rafforza il proprio ruolo in Tim, portando la propria partecipazione al 27,32% del capitale attraverso l’acquisto dell’ultimo pacchetto in mano a Vivendi, pari a 384 milioni di azioni ordinarie, per un controvalore di 187 milioni di euro. Il prezzo di acquisto, pari a 0,486 euro per azione, risulta ben superiore ai 0,297 euro pagati a marzo, quando il gruppo postale aveva finalizzato il primo ingresso nel capitale della compagnia telefonica.
Con questa operazione si chiude definitivamente la lunga stagione francese in Tim. Vivendi esce così di scena dopo oltre un decennio, mentre Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste, consolida una presenza sempre più rilevante nella strategia industriale nazionale.
Niente Opa
L’operazione comporta il superamento della soglia del 25% del capitale, che secondo la normativa attuale farebbe scattare l’obbligo di Opa sul 100%. Tuttavia, Poste ha chiesto e ottenuto dalla Consob l’applicazione dell’esenzione prevista dall’articolo 106 del Testo Unico della Finanza e dall’articolo 49 del regolamento n. 11971/1999. In base a questa esenzione, si impegna a cedere entro 12 mesi le azioni eccedenti e ad astenersi dal voto relativo a tali titoli fino alla cessione.
L’operazione è stata interamente finanziata mediante la cassa disponibile del gruppo, a conferma della solidità patrimoniale di Poste.
Questa scelta si inserisce nel contesto della riforma in discussione del Tuf, che prevede l’innalzamento della soglia Opa al 30% per allineare la normativa italiana alle best practices europee. In questa prospettiva, Poste ha anticipato i tempi per mettere al sicuro la propria posizione, evitando il rischio che altri operatori potessero inserirsi.
Attese sinergie industriali tra Poste e Tim
L’investimento in Tim è considerato da Poste di natura strategica, volto a rafforzare la posizione del gruppo come azionista industriale di lungo periodo. In particolare, sono attese sinergie operative tra Tim e PosteMobile, che potrebbero ridurre i costi per Poste e incrementare i ricavi per Tim. L’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, aggiornerà il piano industriale il prossimo 24 febbraio, occasione in cui verranno dettagliate le sinergie da realizzare con il gruppo postale.
PagoPa e nuovi asset digitali all’orizzonte
In parallelo, Poste è vicina alla definizione dell’acquisto del 49% di PagoPa detenuto dal Poligrafico dello Stato. L’operazione, in fase di negoziazione da mesi, ha un valore stimato di circa 500 milioni e potrebbe concretizzarsi all’inizio del 2026. Si tratta di un altro tassello nella strategia di consolidamento del gruppo nel settore digitale e dei servizi pubblici.
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Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane




