Possibile ritorno in Borsa per Edison con una quota al 30%

Edf al lavoro su un’Ipo a Milano entro l’estate: la valutazione del gruppo si aggirerebbe attorno ai 10 miliardi

Possibile ritorno in Borsa per Edison con una quota al 30%© Shutterstock

Edf valuta il ritorno in Borsa di Edison, con un’operazione che potrebbe portare sul mercato fino al 30% del capitale. L’ipotesi in fase di definizione prevede la quotazione alla Borsa di Milano entro l’estate. L’avvio operativo del progetto è atteso per metà febbraio, con la scelta delle banche incaricate.

Edf lavora alla quotazione in Borsa di Edison

Secondo un articolo pubblicato oggi dal Sole 24 Ore, che riporta l’indiscrezione, la quotazione sarebbe stata preferita ad altre due opzioni esaminate dal Gruppo francese: la cessione di una quota di minoranza a un fondo o la vendita dell’intera Edison. Questa strategia consentirebbe di valorizzare l’asset senza rinunciare al controllo, frenando l’interesse di operatori come A2A e Plenitude, controllata di Eni.

Contattata dal quotidiano economico, l’azienda ha fatto sapere che il processo di valutazione è ancora in corso e che una decisione definitiva non è ancora stata presa.

Edison torna a guardare a Piazza Affari dopo oltre un decennio, forte di un profilo finanziario rafforzato. Al 30 settembre 2025 la società registra una posizione finanziaria netta positiva di 618 milioni di euro, contro un debito di 313 milioni a fine 2024. Il miglioramento è frutto di dismissioni per circa 850 milioni, tra cui Edison Stoccaggio, la centrale di Sesto San Giovanni e la partecipazione in Elpedison.

Il bilancio registra anche una forte dinamica operativa: ricavi in crescita del 22% a 13,3 miliardi, Ebitda di 1,08 miliardi e utile netto pari a 251 milioni. Per l’intero esercizio, si prevede un Ebitda compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi, nella parte alta della forchetta inizialmente indicata. Questi numeri portano a una valutazione complessiva di Edison attorno ai 10 miliardi di euro. In base alla quota collocata, Edf potrebbe incassare tra 2 e 3 miliardi, risorse che servirebbero a sostenere gli investimenti in nuovi reattori nucleari e a contenere l’indebitamento.

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