Cambia l’assetto azionario di Plenitude, la società di Eni attiva nelle energie rinnovabili, nella vendita di energia e nella mobilità elettrica. Il riassetto, completato il primo ottobre del 2026, prevede un aumento di capitale non proporzionale da 1,56 miliardi di euro, sottoscritto per 1,08 miliardi da Ares Management e per 480 milioni di euro da Eni.
In questo modo, dopo l’operazione, Eni mantiene il 65,03% del capitale, mentre Ares sale al 26,24%. La restante quota dell’8,73% rimane a Eip, Energy Infrastructure Partners. L’operazione attribuisce a Plenitude un valore pre-money di 10,75 miliardi di euro; l’enterprise value è pari a circa 13,1 miliardi.
Eni e Ares, controllo congiunto
Il nuovo assetto azionario di Plenitude introduce un modello di controllo congiunto tra Eni e Ares, nonostante il gruppo energetico italiano conservi la maggioranza del capitale. Il Consiglio di amministrazione sarà composto da nove membri: cinque dovranno essere nominati da Eni, compreso l’amministratore delegato, tre da Ares, incluso il presidente, e uno sarà scelto da Eip.
Per alcune decisioni rilevanti, tra cui l’approvazione del budget e dei piani aziendali, invece, sarà necessaria una maggioranza qualificata che comprenda almeno un amministratore indicato da Ares. Il nuovo accordo comporta inoltre il deconsolidamento di Plenitude dal bilancio consolidato di Eni.
Rinnovabili, l’obiettivo è arrivare a 15 GW entro il 2030
L’iniezione di capitale punta a rafforzare la struttura finanziaria di Plenitude e a sostenere i suoi programmi di espansione. Nel piano strategico di Eni, la società punta a portare la capacità rinnovabile installata da 5,8 GW nel 2025 a circa 15 GW entro il 2030, aumentando parallelamente la propria base clienti.
Il riassetto rientra nel cosiddetto modello satellitare di Eni, attraverso il quale il Gruppo mira ad attrarre capitali esterni nelle attività considerate ad alto potenziale di crescita, mantenendo al tempo stesso un ruolo strategico.
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