Piazza Affari cresce a 1.209 miliardi, ma i delisting sono 30

La Relazione Consob fotografa il paradosso della Borsa italiana: capitalizzazione ai massimi, ma le quotate continuano a diminuire

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Piazza Affari continua a crescere in termini di valore complessivo, ma perde società quotate: da una parte, c’è l’aumento della capitalizzazione grazie alla buona performance dei titoli; dall’altra, il costante incremento dei delisting, cioè delle aziende che lasciano la Borsa italiana. È il quadro delineato dalla Relazione annuale 2026 della Consob, che fotografa un mercato azionario caratterizzato da due dinamiche opposte.

Secondo i dati illustrati dalla presidente vicaria della Commissione, Chiara Mosca, nel corso del 2025 sono stati registrati 30 delisting, con una perdita complessiva di circa 2,5 miliardi di euro di capitalizzazione. Si tratta di un fenomeno che continua a pesare sulla struttura del mercato italiano e che ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni.

Piazza Affari, delisting in aumento

Entrando nel dettaglio, sul mercato regolamentato Euronext Milan si sono registrati 11 delisting, di cui nove conseguenti a offerte pubbliche di acquisto (le Opa) o di scambio (le Opas), con una capitalizzazione persa pari a circa 1,75 miliardi di euro.

Sul mercato di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese, Euronext Growth Milan, i delisting sono stati invece 19, 11 dei quali legati a operazioni di Opa, per una perdita di circa 570 milioni di euro. Complessivamente, il saldo resta negativo e conferma una tendenza ormai consolidata.

Nonostante il numero delle società quotate continui a diminuire, il valore complessivo del mercato azionario italiano è aumentato in modo significativo. Alla fine di giugno 2026 la capitalizzazione della Borsa italiana ha raggiunto i 1.209 miliardi di euro, superando il precedente massimo di 1.077 miliardi registrato alla fine del 2025.

La crescita è stata favorita soprattutto dal forte rialzo delle quotazioni azionarie, con il Ftse Mib che nel 2025 ha messo a segno la migliore performance degli ultimi vent’anni e ha continuato a salire anche nel primo semestre del 2026.

Due traiettorie opposte

La Consob sottolinea come, osservando il periodo compreso tra il 2010 e il 2025, il mercato italiano abbia seguito due percorsi paralleli. Da un lato, l’aumento dei prezzi delle azioni ha generato circa 750 miliardi di euro di nuova capitalizzazione.

Dall’altro, il numero delle uscite dalla Borsa ha superato quello delle nuove quotazioni, determinando una perdita netta di 96 miliardi di euro. 187 miliardi di capitalizzazione sono andati persi con i delisting, mentre le nuove quotazioni ne hanno apportati soltanto 91.

Il fenomeno è diventato ancora più evidente negli ultimi cinque anni, durante i quali il saldo negativo ha raggiunto i 69 miliardi di euro. Nel 2025, inoltre, non si è registrato alcun nuovo ingresso sul mercato regolamentato.

Si tratta infatti di una dinamica osservabile anche in altri importanti mercati europei. Negli ultimi anni il numero delle società presenti sui mercati regolamentati è diminuito sensibilmente anche nel Regno Unito e in Francia. La differenza, tuttavia, è che in Italia la scarsità di nuove quotazioni rende più difficile compensare le uscite dal listino, riducendo progressivamente il numero delle imprese presenti sul mercato azionario.

La sfida per il mercato dei capitali

I dati della Relazione Consob evidenziano una sfida cruciale per il sistema finanziario italiano: rafforzare l’attrattività della Borsa nei confronti delle imprese, soprattutto quelle innovative e in crescita.

Sebbene Piazza Affari continui ad aumentare il proprio valore complessivo grazie all’andamento positivo dei mercati, la riduzione del numero delle società quotate rischia infatti di limitare il ruolo del mercato dei capitali come strumento di finanziamento dell’economia reale.

Invertire la tendenza dei delisting e favorire nuove quotazioni rappresenta quindi uno degli obiettivi principali per garantire uno sviluppo più equilibrato e competitivo del mercato finanziario italiano nei prossimi anni.

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