Perché SpaceX resta fuori dall’indice S&P 500

La società di Elon Musk si prepara al debutto record al Nasdaq, ma non soddisfa ancora i requisiti richiesti per entrare nel principale indice azionario americano

Perché SpaceX resta fuori dall'indice S&P 500

A pochi giorni dal debutto al Nasdaq, l’attenzione degli investitori non è più concentrata soltanto sulla quotazione record di SpaceX, ma anche sulle conseguenze che il suo arrivo in Borsa potrebbe avere sugli indici azionari e sui fondi che li replicano.

La società di Elon Musk si prepara a debuttare il 12 giugno con una valutazione vicina a 1.770 miliardi di dollari e una raccolta prevista di 75 miliardi, numeri che la renderebbero la più grande Ipo della storia finanziaria. Tuttavia, la novità delle ultime ore riguarda soprattutto la decisione di S&P Dow Jones Indices di non modificare i propri criteri di ammissione per favorire l’ingresso del gruppo nell’S&P 500.

Perché SpaceX resta fuori dall’indice S&P 500

La commissione che gestisce l’indice ha confermato la necessità di rispettare i requisiti già previsti, tra cui almeno dodici mesi di permanenza sul mercato e risultati reddituali adeguati. Un ostacolo rilevante per SpaceX, che secondo i documenti dell’Ipo ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 4,94 miliardi di dollari e ha mantenuto i conti in rosso anche nel primo trimestre del 2026. Come riportato da Il Sole 24 Ore, la redditività resta uno dei principali elementi che impediscono l’ingresso immediato nell’indice.

La scelta di S&P si distingue da quella di altri operatori del settore. Nasdaq, Ftse Russell, Msci e Morningstar Crsp hanno infatti adottato o rafforzato procedure che consentono alle grandi matricole di entrare più rapidamente nei rispettivi benchmark.

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L’effetto sugli Etf e sui mercati

L’esclusione temporanea dall’S&P 500 riduce l’impatto immediato sui fondi indicizzati. L’ingresso automatico nell’indice avrebbe infatti costretto Etf e gestori passivi ad acquistare azioni per decine di miliardi di dollari, sostenendo ulteriormente il titolo.

Secondo un’analisi di Moneyfarm, l’eventuale inclusione nel Nasdaq-100 potrebbe invece arrivare già nelle prime settimane di luglio. Le stime indicano un peso vicino all’1,5% dell’indice, con un’esposizione iniziale relativamente contenuta per chi investe attraverso strumenti passivi.

Più significativo potrebbe essere l’effetto indiretto sul mercato. Le nuove quotazioni e le grandi operazioni di raccolta di capitale potrebbero infatti spingere gli investitori a riallocare risorse, riducendo posizioni esistenti per finanziare la partecipazione alle nuove emissioni.

La stagione delle mega quotazioni

Il debutto della società di Musk viene inoltre osservato come il possibile inizio di una nuova fase per i mercati. Secondo Moneyfarm, oltre a SpaceX anche Anthropic e OpenAI potrebbero avvicinarsi alla Borsa nei prossimi mesi, mentre le grandi aziende tecnologiche continuano a raccogliere capitali per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.

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