PayPal, assalto Stripe-Advent da 53 miliardi

Proposta a 60,50 dollari per azione e premio del 28%: banche pronte, ma dal Gruppo non arriva ancora una risposta.

PayPal, assalto Stripe-Advent da 53 miliardiLa sede di PayPal a San Jose, California (Usa)© Photo by Justin Sullivan/Getty Images

Stripe e Advent International puntano su PayPal con un’offerta congiunta da oltre 53 miliardi di dollari. La proposta prevede un prezzo di 60,50 dollari per azione, pari a un premio di circa il 28% rispetto alla chiusura di martedì a Wall Street, ed è sostenuta da circa 50 miliardi di dollari di finanziamenti bancari già impegnati.

L’offerta è stata presentata all’inizio del mese e segue un primo approccio avvenuto in aprile. PayPal, Stripe e Advent non hanno commentato, mentre le fonti citate da Reuters indicano che i due potenziali acquirenti non hanno ancora ricevuto una risposta e puntano a far avanzare le discussioni nelle prossime settimane.

Perché Stripe-Advent guarda a PayPal

L’eventuale combinazione tra Stripe e PayPal darebbe vita a uno dei maggiori Gruppi mondiali dei pagamenti online, con circa 3,7 trilioni di dollari di volumi annui processati. Il razionale industriale è evidente: Stripe è fortemente concentrata sugli esercenti, mentre PayPal porterebbe in dote oltre 430 milioni di conti consumer, relazioni dirette con gli utenti e servizi finanziari rivolti ai consumatori.

Sotto il profilo della struttura dell’operazione, la proposta prevede che Stripe e Advent controllino insieme PayPal, con una quota paritaria ciascuno, senza procedere a uno spezzatino del Gruppo. Non c’è però alcuna certezza che l’approccio possa tradursi in una transazione.

Il prezzo resta il nodo centrale. L’analista Andrew Jeffrey di William Blair ritiene improbabile che il nuovo Ceo di PayPal, Enrique Lores, possa accogliere un’offerta percepita come troppo bassa. Se quella attuale fosse solo una prima mossa, secondo l’analista Stripe e Advent potrebbero arrivare fino a 70 dollari per azione.

Il rilancio del Ceo Lores e il peso della concorrenza

La partita arriva in una fase delicata per PayPal. Fondata alla fine degli anni Novanta, la società è stata tra le prime protagoniste dei pagamenti digitali, ma negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con il rallentamento della crescita e con una concorrenza sempre più intensa. L’avanzata di soluzioni alternative come Apple Pay e Google Pay ha eroso quote di mercato e indebolito il vantaggio competitivo accumulato dal Gruppo.

Il ridimensionamento in Borsa è stato pesante. La capitalizzazione di PayPal aveva toccato un picco di circa 360 miliardi di dollari nel 2021, durante il boom favorito dalla pandemia, per poi scendere fino a circa 36 miliardi quest’anno. Negli ultimi 12 mesi il gruppo ha perso oltre il 40% del proprio valore di mercato.

Dopo l’arrivo alla guida della società in marzo, Enrique Lores ha avviato un piano di rilancio per semplificare la struttura e riportare il focus sulla crescita. In aprile PayPal ha riorganizzato le attività in tre unità, dedicate rispettivamente a checkout, servizi finanziari consumer e Venmo, pagamenti e cripto, accompagnando la revisione con una serie di cambiamenti nel management.

Per Stripe, l’acquisizione avrebbe una valenza strategica anche oltre il perimetro classico dei pagamenti online. L’integrazione consentirebbe di far transitare più operazioni sulla propria rete, riducendo la dipendenza da processori come Visa e Mastercard e aumentando il valore trattenuto su ogni pagamento.

L’operazione rafforzerebbe anche le ambizioni di Stripe nelle stablecoin, grazie alla rete consumer di PayPal e alla possibilità di distribuire nuovi servizi su una base utenti molto ampia. Nel perimetro rientrerebbe anche Venmo, il network peer-to-peer di PayPal, oltre al pulsante di pagamento consumer che resta uno degli asset più riconoscibili del Gruppo.

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