Paramount contro l’intesa Wbd-Netflix: parte la causa di Ellison

Il Ceo di Paramount denuncia la mancanza di trasparenza sul valore reale dell'intesa da 83 miliardi e avvia una sfida agli azionisti Wbd

La lettera di David Ellison: «Cinema e sale al centro del progetto Paramount»© Photo by Michael Kovac/Getty Images for Champagne Collet & OBC Wines

Paramount alza il livello dello scontro e porta Warner Bros. Discovery in tribunale per chiedere maggiore trasparenza finanziaria sull’accordo da 83 miliardi di dollari firmato con Netflix. A guidare l’offensiva è David Ellison, Ceo della major rivale, che ha annunciato anche l’avvio di una proxy battle per coinvolgere direttamente gli azionisti Wbd nella decisione finale.

L’azione legale è stata depositata presso la Corte di Cancelleria del Delaware e si concentra sulla mancanza di dettagli che, secondo Paramount, il consiglio di amministrazione di Wbd avrebbe dovuto fornire agli investitori. Ellison contesta in particolare l’assenza di informazioni su come sia stato valutato il valore complessivo dell’operazione con Netflix, sulle modalità di stima della nuova entità Global Networks e sul meccanismo di “aggiustamento per il rischio” applicato all’offerta alternativa proposta da Paramount.

Paramount aveva infatti presentato un’offerta interamente in contanti da 30 dollari per azione, ritenuta superiore sia dal punto di vista finanziario che per tempistiche e certezza della chiusura. Tuttavia, l’offerta è stata respinta dal board di Wbd, nonostante includesse anche una garanzia personale di Larry Ellison, fondatore di Oracle.

La lettera di Ellison

Nella lunga lettera indirizzata agli azionisti di Wbd e pubblicata da The Hollywood Reporter, David Ellison sottolinea: «Wbd ha fornito motivazioni sempre più creative per evitare una transazione con Paramount, ma non ha mai detto – perché non può farlo – che l’accordo con Netflix è finanziariamente superiore alla nostra offerta».

Ellison definisce la contropartita di Netflix una struttura «complessa e multi-variabile», che comprende 23,25 dollari in contanti, una quota in azioni Netflix del valore attuale di 4,11 dollari e l’equity della futura Global Networks, che Paramount stima con valore azionario pari a zero. Di qui la decisione di rivolgersi ai tribunali per forzare Warner Bros. Discovery a fornire le informazioni necessarie «per permettere agli azionisti di prendere una decisione informata».

Parte la proxy battle per cambiare il board

Parallelamente, Paramount si prepara a una vera e propria battaglia assembleare, annunciando la volontà di proporre una lista di propri candidati per il consiglio di amministrazione di Wbd. Se eletti, questi amministratori avrebbero il compito di riaprire il dialogo sull’offerta Paramount e potrebbero bloccare l’intesa con Netflix. Inoltre, la società guidata da Ellison proporrà una modifica allo statuto per rendere obbligatoria l’approvazione degli azionisti su ogni futura separazione di Global Networks.

«Queste azioni, unite alla nostra offerta pubblica di acquisto, garantiscono che la decisione finale su quale offerta sia migliore per voi spetti a voi», scrive Ellison nella lettera.

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