Dopo mesi di trattative e annunci, OpenAI compie una svolta storica: la società madre di ChatGpt abbandona definitivamente il modello non profit e diventa una Public Benefit Corporation (Pbc). A sancire il passaggio è l’ingresso ufficiale di Microsoft con una quota del 27%, pari a un valore di circa 135 miliardi di dollari, che rende il colosso di Redmond il primo azionista della nuova struttura.
Il cambiamento arriva a coronamento di un processo di ristrutturazione societaria durato quasi un anno, avviato per rendere più competitivo l’accesso ai capitali e ridefinire l’equilibrio fra etica e profitto nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa.
Nasce la OpenAI Foundation, cuore “etico” della nuova struttura
La trasformazione societaria prevede la creazione di una fondazione non profit, la OpenAI Foundation, che controllerà la nuova OpenAI Group Pbc. Alla fondazione spetterà una quota del 26%, oltre a un warrant che potrà attivarsi se il valore di OpenAI crescerà di oltre dieci volte nei prossimi 15 anni. Il capitale in gestione – valutato attorno ai 130 miliardi – sarà destinato a progetti in ambito sanitario e di ricerca scientifica, con una dotazione iniziale di 25 miliardi di dollari.
La nuova struttura è stata approvata dalle procure generali del Delaware e della California, dopo un’attenta revisione legale, e ha ottenuto l’appoggio pubblico anche da parte di Microsoft.
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Microsoft rafforza la leadership nell’AI con una visione post-Agi
L’accordo ridefinisce anche le condizioni della storica alleanza tra OpenAI e Microsoft, in vigore dal 2019. Il gruppo guidato da Satya Nadella, che ha già investito oltre 13 miliardi di dollari nella startup californiana, manterrà i diritti esclusivi sulle Api e sulla proprietà intellettuale fino al raggiungimento della cosiddetta Intelligenza Artificiale Generale (Agi) – un sistema capace di superare l’essere umano nella maggior parte dei compiti economicamente rilevanti.
Una volta raggiunta l’Agi – traguardo che sarà certificato da un comitato di esperti indipendenti – Microsoft cesserà di ricevere il 20% dei ricavi di OpenAI. Tuttavia, i diritti sui modelli post-Agi rimarranno validi fino al 2032, con la possibilità per Microsoft di sviluppare anche soluzioni indipendenti o in partnership con terzi.
Una scelta significativa riguarda Sam Altman, Ceo e co-fondatore di OpenAI: non detiene alcuna partecipazione nella nuova struttura societaria, una decisione che mira a scongiurare potenziali conflitti tra interessi economici e missione etica.
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La sede di OpenAI a San Francisco (California)© Photo by Smith Collection/Gado/Getty Images




