Opas Tim, Poste verso il 90%: quante azioni mancano per lo squeeze-out

Opas Poste-Tim: cresce l'attesa per un possibile rilancio© Shutterstock

La partita tra Poste Italiane e Tim entra nella fase decisiva: il 25 settembre 2026, si chiude infatti la riapertura dei termini dell’Opas promossa dal gruppo di Piazza San Silvestro sulla società telefonica. L’obiettivo indicato dal mercato per l’operazione è il raggiungimento del 90% del capitale di Telecom Italia Mobile, soglia che consentirebbe di procedere allo squeeze-out delle azioni residue e avvicinare il delisting del titolo da Piazza Affari.

Nella prima fase dell’offerta, conclusa l’11 settembre, Poste aveva raccolto 993,6 milioni di azioni Tim, pari al 46,523% del capitale e al 58,229% delle azioni oggetto dell’Opas. Sommando il 20,104% già posseduto, la partecipazione complessiva era salita al 66,627%. La riapertura, iniziata il 21 settembre, ha ulteriormente incrementato la quota. Nel primo giorno erano state conferite oltre 8,5 milioni di azioni, portando Poste appena sopra il 67% della società telefonica

I dettagli dell’operazione di Poste su Tim

L’accelerazione è proseguita nei giorni successivi. Al 24 settembre, penultimo giorno della riapertura, hanno ottenuto l’approvazione complessivamente circa 191,1 milioni di azioni nella nuova finestra. La quota delle azioni oggetto dell’offerta era arrivata al 69,4294%, mentre la partecipazione complessiva di Poste Italiane aveva raggiunto circa il 75,6% del capitale di Tim.

+I risultati dell’Opas+

Per arrivare al 90%, quindi, sulla base della quota del 75,6% rilevata al 24 settembre, mancano circa 14,4 punti percentuali del capitale di Tim. Si tratta di una distanza significativa, considerando che il dato definitivo della quinta e ultima giornata non era ancora disponibile al momento delle ultime rilevazioni.

L’Opas prevede, per ciascuna azione di Telecom Italia Mobile conferita, 0,218 azioni Poste di nuova emissione e 1,97 euro in contanti. Il pagamento delle adesioni raccolte nella riapertura è previsto per il 2 ottobre.

Il raggiungimento del 90% avrebbe conseguenze rilevanti per gli azionisti rimasti: lo squeeze-out permette infatti all’offerente, ricorrendone i presupposti previsti dalla normativa, di acquistare le azioni residue e procedere verso il ritiro del titolo dal listino. Il risultato finale dell’operazione sarà determinato dalle adesioni registrate nell’ultima giornata del 25 settembre.

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