L’Opas volontaria totalitaria di Poste Italiane su Tim è pronta a entrare nella fase operativa. Bankitalia ha infatti rilasciato l’autorizzazione preventiva necessaria all’acquisizione indiretta, attraverso Telecom Italia Mobile, di una partecipazione qualificata in TimFin, la società finanziaria controllata dal gruppo di telecomunicazioni insieme a Santander Consumer Bank.
Con il via libera della Banca d’Italia, Poste ha comunicato alla Consob l’avvenuto rilascio dell’autorizzazione. Da questo momento decorrono i termini previsti dall’articolo 102 del Testo unico della finanza, che stabilisce un massimo di dieci giorni per l’approvazione del documento di offerta. L’ok potrebbe comunque arrivare anche prima, consentendo l’avvio del periodo di adesione già entro la fine di luglio. L’offerta dovrebbe concludersi nel corso di agosto.
I dettagli dell’Opas Poste Italiane-Tim
L’accelerazione dell’iter autorizzativo per l’Opas Poste Italiane-Tim potrebbe avere anche una motivazione strategica. Una partenza anticipata consentirebbe infatti di evitare la sovrapposizione con altre importanti operazioni attese sul mercato dopo l’estate, lasciando agli investitori un quadro più ordinato durante il periodo di adesione.
Tra gli aspetti collegati all’operazione c’è anche il futuro di TimFin. La società, attiva nel credito al consumo e nei servizi finanziari, è partecipata da Tim e da Santander Consumer Bank. Secondo quanto emerso, Poste avrebbe già avviato interlocuzioni per acquisire anche la quota detenuta dall’istituto spagnolo, nel caso in cui l’Opas si concludesse positivamente.
L’evoluzione dei tempi ha avuto effetti anche sul calendario della comunicazione finanziaria del gruppo. Lo Strategy Update previsto per il 24 luglio, inizialmente pensato per presentare un piano industriale “stand alone”, non verrà più illustrato. In quella data Poste Italiane si limiterà a presentare i risultati consolidati del secondo trimestre e del primo semestre 2026, rinviando l’aggiornamento strategico.
La decisione è legata all’imminente apertura dell’offerta pubblica. Durante il periodo di adesione, infatti, le società coinvolte devono attenersi a specifiche regole di trasparenza e comunicazione, evitando iniziative che possano influenzare le valutazioni degli investitori.
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