Si apre ufficialmente la partita per il controllo di Ferretti Group, uno dei principali player globali nella nautica di lusso: il 16 marzo 2026 ha preso il via l’Opa lanciata da Kkcg Maritime, società riconducibile all’imprenditore ceco Karel Komárek, segnando l’inizio di una fase decisiva per gli equilibri azionari del gruppo.
L’operazione, dal valore complessivo di circa 182 milioni di euro, prevede un’offerta pari a 3,50 euro per azione e ha l’obiettivo di portare la partecipazione di Kkcg dal 14,5% fino al 29,9% del capitale. Si tratta di una soglia strategica, che consentirebbe all’investitore di rafforzare significativamente il proprio peso senza far scattare l’obbligo di un’Opa totalitaria.
I dettagli dell’operazione Ferretti-Kkcg
Il periodo di adesione all’Opa Ferretti-Kkcg si estenderà fino al 13 aprile, con pagamento previsto entro il 20 aprile, salvo eventuali proroghe. L’operazione, tuttavia, si inserisce in un contesto tutt’altro che lineare. Il Consiglio di amministrazione dell’azienda nautica Made in Italy ha infatti espresso parere negativo sull’offerta, giudicandola non adeguata sotto il profilo del prezzo e non allineata ai fondamentali del gruppo.
Secondo le valutazioni del board, l’Offerta pubblica di acquisto potrebbe inoltre modificare in modo significativo la governance aziendale, consentendo all’offerente di esercitare un’influenza rilevante pur senza acquisire il controllo totale. Un elemento che alimenta le tensioni tra gli azionisti, in un contesto già caratterizzato da una compagine internazionale articolata, con la presenza del socio di riferimento cinese Weichai.
Gli obiettivi di Kkcg Maritime
La mossa di Komárek si inserisce in una più ampia dinamica di consolidamento e competizione nel settore della nautica di alta gamma, dove Ferretti rappresenta un asset strategico. Non a caso, l’operazione è già al centro di una vera e propria “partita a scacchi” tra investitori, con possibili alleanze ancora tutte da definire.
Nei prossimi mesi sarà determinante capire se l’imprenditore ceco riuscirà a raccogliere sufficienti adesioni per rafforzare la propria posizione e costruire una maggioranza in assemblea. In gioco non c’è solo una quota di capitale, ma il futuro assetto di governance e la direzione strategica di uno dei simboli del Made in Italy nel mondo.
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