Entra nella fase decisiva la privatizzazione di BdM Banca, l’istituto nato dalla trasformazione dell’ex Banca Popolare di Bari e oggi controllato indirettamente dal Ministero dell’Economia attraverso Mediocredito Centrale. L giornata di oggi rappresenta uno snodo importante della procedura, con la presentazione delle offerte vincolanti da parte dei soggetti interessati all’acquisizione. In gara ci sono Iccrea insieme alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Credem, UniCredit e Crédit Agricole Italia.
Il processo dovrebbe concludersi entro la fine del 2026. L’obiettivo del Tesoro è individuare un acquirente in grado di valorizzare l’istituto tenendo conto delle condizioni economiche dell’operazione e degli effetti sul territorio.
BdM Banca, occupazione e presidio nel Mezzogiorno
Nella valutazione delle offerte per BdM Banca non peserà soltanto il prezzo. Tra gli elementi considerati figurano anche la tenuta occupazionale e la valorizzazione del marchio, mentre resta centrale il tema del mantenimento di un presidio bancario nel Mezzogiorno. Il futuro acquirente dovrà quindi confrontarsi con la struttura territoriale costruita dall’istituto e con il ruolo storico nell’economia del Sud.
Sul tavolo c’è inoltre la Cassa di Risparmio di Orvieto, oggetto di una procedura di vendita separata. Alcuni dei potenziali acquirenti di BdM sono interessati anche a questo secondo dossier, aumentando la complessità della partita.
Quanto vale BdM Banca
Per BdM Banca la valutazione di riferimento si aggira intorno ai 450 milioni di euro, a fronte di un patrimonio netto di circa 576 milioni a fine 2025. L’istituto ha inoltre completato un importante percorso di risanamento dopo la crisi della Popolare di Bari, culminata nel 2020 con l’intervento di Mediocredito Centrale e una ricapitalizzazione da circa 1,6 miliardi di euro.
Oggi la banca conta 217 filiali, con una presenza particolarmente significativa in Puglia, oltre che in Abruzzo, Campania e Basilicata. Nel primo semestre 2026 ha registrato un utile netto di 46,87 milioni di euro, confermando il ritorno alla redditività dopo gli anni della crisi.
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