Nvidia scalda i mercati: ricavi record a 57 miliardi di dollari

La trimestrale del colosso dei chip supera le attese e allontana i timori su una possibile bolla dell’intelligenza artificiale

Nvidia scalda i mercati: ricavi record a 57 miliardi di dollariUn building di Nvidia a Santa Clara, California (Usa)

Wall Street tira un sospiro di sollievo grazie a Nvidia, che con la trimestrale più attesa dell’anno ha superato tutte le previsioni. Il colosso dei chip ha chiuso il terzo trimestre fiscale con ricavi pari a 57 miliardi di dollari, in crescita del 62% su base annua, e utili per 31,91 miliardi, con un utile per azione di 1,30 dollari.

Il cuore dei risultati resta il segmento data center, da cui proviene la quota principale del fatturato, alimentato dalla domanda crescente di chip per i modelli generativi di intelligenza artificiale. Non a caso, secondo Bank of America, Nvidia è ancora sottovalutata rispetto alla sua leadership di mercato, mentre Ubs stimava ricavi leggermente inferiori e margini stabili. Cfra ha confermato la raccomandazione strong buy con un target di 270 dollari, prevedendo un 2026 particolarmente solido.

Nvidia al centro del rally AI

La trimestrale pubblicata dopo la chiusura di Wall Street ha spinto il titolo in rialzo di oltre il 4% nell’after-hours, segno che la fiducia non è venuta meno nonostante le forti turbolenze dei giorni precedenti. Basti pensare che il Nasdaq, nei cinque giorni precedenti, aveva perso oltre il 4%, mentre Nvidia aveva ceduto più del 10% dai massimi.

Nvidia è ormai considerata un indicatore dell’intero ecosistema AI, perché fornisce componenti chiave alle grandi aziende tecnologiche, da cui proviene oltre il 40% del suo fatturato. Secondo stime riportate anche dal quotidiano Il Sole 24 Ore, Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta sono destinate ad aumentare del 34% le spese in AI nel prossimo anno, per un totale stimato di 440 miliardi di dollari.

Oltre 3.000 miliardi di investimenti entro il 2030

Le proiezioni a lungo termine indicano una corsa agli investimenti senza precedenti. Oggi, il quotidiano La Stampa ha riportato che, secondo Gamma Capital Markets, il totale degli investimenti delle big tech americane nell’AI potrebbe superare i 3.000 miliardi di dollari entro il 2030, una cifra superiore al costo complessivo delle reti 4G, 5G e cloud messe insieme.

Solo nel 2025, le emissioni obbligazionarie legate direttamente o indirettamente all’AI ammontano già a 145 miliardi di dollari, con un incremento del 238% rispetto al 2024. Numeri che fanno sorgere domande sulla sostenibilità di questi piani: il mercato si chiede se le aziende non stiano investendo troppo in anticipo rispetto ai ritorni reali.

Valutazioni alte, ma più sostenibili

La valutazione di Nvidia, pari a circa 29 volte gli utili attesi, è scesa rispetto ai picchi dell’ultimo anno e si è avvicinata alla media del Nasdaq. Non mancano, però, le voci controcorrente: Nvidia è valutata 40 volte gli utili dei prossimi 12 mesi, Amazon 31, Microsoft 30, Alphabet 27 e Meta 24. Dati che spiegano perché basti poco – anche una guidance solo cauta – per deludere gli investitori.

Negli ultimi giorni, diversi hedge fund hanno ridotto l’esposizione sul titolo. Il fondo di Peter Thiel ha chiuso la posizione, SoftBank ha venduto per finanziare altri progetti, mentre Scion di Michael Burry ha acquistato put sul titolo.

Nonostante l’incertezza, non mancano segnali di fiducia. Goldman Sachs prevede che il valore attualizzato del ritorno sull’AI per l’economia statunitense possa variare tra 5.000 e 19.000 miliardi di dollari, con uno scenario base da 8.000 miliardi. Per la banca d’affari, si tratta di una base sufficiente a giustificare l’entità degli investimenti in corso.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata