L’intelligenza artificiale non sembra intenzionata a rallentare. I risultati appena pubblicati da Nvidia offrono una fotografia particolarmente significativa della dimensione economica raggiunta dal fenomeno AI. Nel secondo trimestre fiscale 2027 il colosso dei semiconduttori ha registrato 96,2 miliardi di dollari di ricavi, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un utile netto di 59,7 miliardi. È il quindicesimo trimestre consecutivo in cui Nvidia supera le attese del mercato.
Numeri che confermano quanto l’infrastruttura necessaria per le nuove tecnologie sia ormai diventata uno dei principali motori dell’economia di settore. La domanda di potenza di calcolo continua a crescere e Nvidia prevede ricavi per circa 108 miliardi di dollari nel prossimo trimestre. La società si aspetta inoltre una crescita del fatturato del 70% nell’esercizio fiscale 2028, un’indicazione che rafforza la prospettiva di un ciclo di investimenti ancora lungo.
Perché l’AI agentica cambia la partita
Ma dietro la corsa ai chip di Nvidia e degli altri produttori c’è un’evoluzione altrettanto importante: quella dell’AI agentica. La nuova generazione di sistemi non si limita a rispondere alle domande, ma può pianificare attività, utilizzare strumenti digitali e portare a termine operazioni con un intervento umano ridotto. L’AI passa quindi dal ruolo di assistente a quello di agente capace di agire.
È proprio qui che crescita e rischio si incontrano. Un agente con accesso a email, documenti, calendari, applicazioni aziendali o sistemi di pagamento può produrre vantaggi enormi, ma anche amplificare rapidamente un errore o una compromissione. Forrester rileva che il 49% dei responsabili della sicurezza considera l’AI agentica una fonte di preoccupazione, soprattutto per i problemi legati a identità, privilegi e supervisione.
La sfida dei prossimi anni, dunque, non sarà soltanto costruire modelli più potenti. Sarà stabilire quanto possono essere autonomi, quali controlli devono accompagnarne l’azione e chi risponde delle loro decisioni. Anche l’AI Act europeo si inserisce in questo percorso, mentre gli esperti sottolineano la necessità di sistemi verificabili, tracciabili e governabili.
© Riproduzione riservata
© Shutterstock




