Nvidia, leader nella progettazione di chip per l’implementazione dell’intelligenza artificiale, tocca per prima la quota dei 5 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa. Le azioni avanzano del 4,5% nell’apertura di Wall Street, consentendo al colosso di superare il traguardo simbolico che vale cinque volte la capitalizzazione complessiva delle aziende quotate a Piazza Affari.
Il rialzo da inizio anno del titolo è ormai vicino al 50%. Grazie al fatto che abbia formato una rete per fare in modo di partecipare a ogni progetto AI e sia è assicurata degli introiti ragguardevoli per i prossimi decenni. A meno che non scoppi la bolla legata a questo nuovo settore.
Perché Nvidia ha così successo
I semiconduttori progettati dall’azienda sono un elemento indispensabile per ogni progetto di intelligenza artificiale e Nvidia sta cavalcando proprio questa onda, stringendo accordi con qualsiasi realtà che stia investendo nelle nuove tecnologie. Il suo è un progetto di investimenti molto consistente, basti pensare all’impegno preso con OpenAI del valore di 100 miliardi. Non a caso ha puntato sul proprietario di ChatGpt.
Nvidia ha stretto collaborazioni anche con Nokia, xAI, Revolut, Mistral, Intel e CoreWeave. Ha puntato anche sul settore industriale e ha trovato il suo posto anche nei progetti di Stellantis e Uber, che stanno lavorando a una flotta di robotaxi a guida autonoma. La “piovra dell’AI” ha così un ruolo chiave sul mercato delle intelligenze artificiali.
Tuttavia, secondo il parere di alcuni esperti, la strategia comporta anche dei rischi perché gli investimenti azionari di Nvidia sono spesso legati all’impegno delle aziende riceventi ad acquistare chip e altri prodotti della stessa Nvidia. Funziona così, per esempio, nel caso dell’accordo da 100 miliardi con OpenAI e, in forma diversa, dell’ingresso nel capitale di Nokia. Si tratta di un meccanismo circolare che assicura al gruppo ricavi per gli anni che verranno, ma che segna parzialmente le sorti dell’azienda. Si trova legata a quelle delle imprese partecipate e alla loro capacità di fare fronte agli impegni di acquisto dei chip previsti.
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