La partita del nuovo stadio di Milan e Inter nell’area di San Siro si gioca ora sul tavolo della finanza. Con il progetto da oltre 1,3 miliardi di euro pronto a entrare nella fase operativa, è iniziata anche la selezione delle banche che metteranno in campo le risorse necessarie.
Si parla di un prestito da 1 a 1,2 miliardi e il modello previsto è quello delle grandi infrastrutture: project financing, equity e debito, e la nascita di una società veicolo partecipata in parti uguali da Milan e Inter, che farà da catalizzatore dell’investimento.
Due fasi e business plan nel 2025
Prima del via libera definitivo, è previsto un finanziamento ponte iniziale, a cui farà seguito * nella prima parte del 2026 – la presentazione del business plan completo, sulla base del quale sarà concesso il maxi-prestito.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore del 2 ottobre, i principali gruppi bancari internazionali si sono già mossi. In corsa per finanziare l’operazione ci sono i colossi statunitensi Goldman Sachs, Jp Morgan e Bank of America Merrill Lynch, che hanno già esperienze rilevanti nel calcio europeo. Tra le alternative spunta anche Mitsubishi UFJ Financial Group, mentre sul fronte italiano l’unico istituto potenzialmente interessato appare Banco Bpm. Per ora, secondo il quotidiano, restano defilate banche come Intesa Sanpaolo e UniCredit.
I rapporti tra le banche Usa e i club sono consolidati: Goldman Sachs e Jp Morgan vantano relazioni storiche con i fondi proprietari dei due club, RedBird per il Milan e Oaktree per l’Inter. Inoltre, Gerry Cardinale, fondatore di RedBird, è stato per vent’anni banchiere proprio di Goldman Sachs.
Un impianto da 160 milioni l’anno
Il futuro stadio che prenderà il posto di San Siro avrà una capienza compresa tra 70.000 e 72.000 posti, con una previsione di raddoppio dei ricavi: fino a 160 milioni di euro annui per club, contro gli attuali 70-80. Gli introiti proverranno da corporate skybox, hospitality, biglietteria, ristoranti, parcheggi, museo e store ufficiali.
Il solo museo del nuovo impianto, secondo i benchmark europei, potrebbe generare fino a 30 milioni l’anno, come avviene oggi per il Barça Museum con oltre un milione di visitatori annui.
Le tempistiche
Il cronoprogramma prevede l’inizio lavori nella seconda metà del 2027, ma tutto è subordinato al perfezionamento del rogito con il Comune entro il 10 novembre. In caso contrario, scatterebbe il vincolo della Soprintendenza per i 70 anni del secondo anello.
La demolizione del Meazza è parte integrante del progetto. Il progetto sarà giudicato finanziariamente sostenibile solo se i costi resteranno sotto controllo e se la struttura saprà generare reddito autonomamente nel lungo termine.
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Illustrazione non realistica, generata con intelligenza artificiale tramite ChatGpt/Dall·E (OpenAI)




